Estratto in Alsazia il primo litio geotermico del progetto EuGeLi

Ricavare il litio dalla geotermia. Una prospettiva capace di cambiare le regole per l’economia e la logistica della materia più preziosa nel processo di elettrificazione dei trasporti. In Francia, Germania e California, c’è in atto un progetto denominato EuGeLi (European Geothermical Lithium Brine). Si tratta di un consorzio composto da 8 entità e capitanato da Eramet, multinazionale francese dell’estrazione e del trattamento dei metalli con un fatturato di oltre 3,5 miliardi.

L’obiettivo del progetto è verificare un procedimento per ricavare litio dalla geotermia. Tale procedimento prevede il passaggio della salamoia attraverso colonne di estrazione. Al loro interno, il litio viene separato per adsorbimento attraverso un processo chimico brevettato (12 brevetti). L’obiettivo è ricavare almeno 90 mg/litro di litio.

A Soultz-sous-Forêts, in Alsazia, in particolare, hanno visto la luce nei giorni scorsi i primi kg di litio geotermico europeo di qualità adatta alla produzione di batterie.

Un successo per il progetto EuGeLi  che ha prodotto il primo carbonato di litio dalla geotermia e senza emissioni di CO2. Peraltro, producendolo in un’area strategica: i principali poli della mobilità elettrica del continente, localizzati soprattutto in Germania, sono vicini.

Secondo il Bureau national de recherche géologiques et minières (BRGM) francese, l’Alsazia “è un importante serbatoio per queste salamoie, che sono attualmente sfruttate per la produzione di elettricità e di calore. Sono molto spesso arricchite di litio attraverso le interazioni acqua-roccia in profondità. Costituiscono una risorsa dormiente di litio in Europa che aspetta di essere sviluppata”.

I prossimi passi – specifica l’istituto francese – saranno l’ottimizzazione del modello economico “per valutare se sia possibile creare un sistema competitivo di produzione di batterie al litio su scala industriale, come complemento alle energie rinnovabili”.

 

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