Le città italiane stanno vivendo una trasformazione sempre più orientata alla sostenibilità ambientale, alla transizione energetica e all’uso intelligente delle tecnologie digitali. Anche dopo la forte spinta del PNRR, il mercato delle Smart City si conferma solido: nel 2025 vale 1,03 miliardi di euro, sugli stessi livelli record dell’anno precedente, segno di una trasformazione ormai strutturale.
Secondo l’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, gli investimenti continuano a concentrarsi su mobilità sostenibile e illuminazione pubblica efficiente, due ambiti centrali per la riduzione delle emissioni e il miglioramento della qualità della vita urbana. Accanto a questi, crescono in modo più rapido i progetti legati a monitoraggio ambientale, sicurezza urbana e digitalizzazione della pubblica amministrazione, con un impatto diretto sulla gestione delle risorse e sulla resilienza climatica delle città.
Negli ultimi tre anni il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato un acceleratore decisivo per l’innovazione locale, coinvolgendo il 76% dei Comuni italiani e l’84% dei piccoli centri sotto i 5.000 abitanti. Questo ha favorito la diffusione di tecnologie per l’efficienza energetica, la gestione dei rifiuti, la mobilità elettrica e il controllo ambientale anche nelle aree meno urbanizzate.
Dalla digitalizzazione alla transizione ecologica
La fase che si apre ora punta a consolidare i risultati raggiunti e a rafforzare la transizione ecologica. L’85% dei Comuni prevede di accedere a nuovi finanziamenti regionali, nazionali ed europei, mentre quasi uno su due intende aumentare l’utilizzo di risorse interne. Per il biennio 2026-2027 le priorità dichiarate includono sicurezza urbana, servizi ai cittadini e soprattutto lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, considerate uno dei pilastri della produzione e condivisione locale di energia pulita.
Queste comunità energetiche rappresentano un tassello chiave della transizione: permettono infatti di produrre, condividere e consumare energia rinnovabile a livello locale, riducendo le emissioni e aumentando l’autonomia energetica dei territori.
Accanto al modello delle singole città, si rafforza anche la visione di Smart Land: territori connessi in cui infrastrutture, dati e strategie vengono condivisi tra più amministrazioni per migliorare l’efficienza complessiva e ridurre l’impatto ambientale delle politiche pubbliche. In questo contesto cresce il ruolo delle Regioni come coordinatori delle strategie di sostenibilità e innovazione.
Un altro fattore decisivo è l’uso crescente dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. Tra il 2023 e il 2025 sono stati censiti 821 progetti a livello globale, quasi la metà dei quali legati alle Smart City. Le applicazioni più diffuse riguardano mobilità intelligente, gestione dei servizi pubblici, ottimizzazione energetica e sicurezza urbana, con un forte ricorso all’analisi predittiva per ridurre sprechi e migliorare la pianificazione.
Verso città più verdi e collaborative
Per i Comuni, l’AI rappresenta uno strumento strategico per aumentare l’efficienza amministrativa e migliorare la gestione delle risorse energetiche e ambientali. Restano centrali le sfide legate a governance, etica e sicurezza dei dati, ma la direzione è chiara: le città italiane stanno evolvendo verso ecosistemi urbani più sostenibili, digitali e interconnessi.
Il futuro delle Smart City si intreccia sempre più con la transizione energetica e la tutela dell’ambiente: un modello in cui innovazione tecnologica e sostenibilità non sono più percorsi separati, ma parti di una stessa strategia di sviluppo urbano.
Queste tematiche saranno trattate in occasione di Urban Tech 2026 – The Urban Technology Show, l’evento dedicato a mobilità elettrica, traffic management, infrastrutture critiche, telecomunicazioni e tecnologie connesse, che si svolgerà dal 7 al 9 ottobre 2026 a BolognaFiere. Per informazioni: www.urbantech.show




