Dall’Università di Houston arriva il dispositivo che cattura e immagazzina l’energia solare

I ricercatori dell’Università di Houston hanno realizzato un piccolo impianto di storage in grado sia di catturare in modo efficiente l’energia solare, che di immagazzinarla fino a quando è necessario. Lo riporta un articolo del sito specializzato cell.com.

A differenza dei pannelli solari e delle celle solari, che si basano sulla tecnologia fotovoltaica per la generazione diretta di elettricità, il dispositivo ibrido cattura il calore del sole e lo immagazzina come energia termica. Come spiega nell’articolo Hadi Ghasemi, professore associato di ingegneria meccanica presso l’ateneo americano, le alte prestazioni sono dovute, in particolare, alla capacità del dispositivo di catturare l’intero spettro della luce solare, raccogliendolo per un uso immediato e stoccando l’eccesso in particolari molecole stabili.

Il dispositivo è dunque considerato in grado di affrontare alcuni dei problemi che hanno bloccato l’adozione dell’energia solare su larga scala, suggerendo una strada per l’utilizzo dell’energia per tutta la giornata, nonostante le limitate ore di luce, i giorni nuvolosi e altri vincoli.

Durante il giorno, l’energia solare termica può essere raccolta a temperature fino a 120 gradi centigradi”, ha spiegato T. Randall Lee, professore di chimica e co-autore della ricerca. “Di notte, quando non c’è il sole, l’energia immagazzinata viene raccolta dal materiale di accumulo molecolare, che può convertirla da una molecola ad energia inferiore ad una molecola ad energia superiore”. Ciò consente al sistema di produrre energia termica a una temperatura più elevata di notte rispetto al giorno.

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