Sharing mobility, l’Osservatorio promuove i monopattini

La sharing mobility resiste agli effetti della crisi da pandemia. Il calo nel 2020 è stato inferiore alle altre forme di mobilità. In particolare, grazie  al boom dei monopattini nei primi mesi di quest’anno siamo tornati su valori medi paragonabili alla fase precedente l’emergenza sanitaria. Lo testimoniano i nuovi dell’Osservatorio nazionale sulla sharing mobility, promosso dal ministero della Transizione ecologica, dal ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. L’Osservatorio è composto dagli operatori di sharing, dalle amministrazioni cittadine e dai centri di ricerca.

Nel 2020 – riportano i dati – la contrazione della domanda ha investito ogni modalità di trasporto. Con un calo annuale complessivo delle percorrenze del 30,6 per cento, la sharing mobility ha tenuto decisamente meglio del servizio ferroviario regionale, dei treni ad alta velocità o del servizio di trasporto aereo, calati rispettivamente di 38, 66 e 69 punti percentuali.

A segnare il percorso positivo della sharing mobility in Italia è stata senza dubbio – secondo gli esperti dell’Osservatorio – l’introduzione ad ampio raggio dei monopattini sul mercato. O per essere più precisi una decisa e innovativa campagna di comunicazione a riguardo. Arrivato nel nostro paese sul finire del 2019, in poco più di un anno questo servizio è diventato il più diffuso, il più presente nelle città del Sud e quello con più veicoli operativi sulle strade, nonché quello che ha realizzato il maggior numero di noleggi – 7,4 milioni, con 14,4 milioni di chilometri percorsi – lo scorso anno. In controtendenza rispetto a tutte le altre forme di mobilità, i monopattini hanno visto aumentare nel 2020 la durata e la distanza dei noleggi: numeri che non hanno precedenti nel panorama della sharing mobility italiana e che hanno evidenziato anche problemi di infrastrutture, assenza di parcheggi, spazio urbano e sicurezza.

In generale, al 31 dicembre 2020 erano presenti in Italia ben 158 servizi di sharing mobility, il triplo del 2015, quando l’Osservatorio iniziò le sue rilevazioni. La domanda di carsharing è quella che ha risentito maggiormente delle restrizioni.

Riguardo ai mezzi a pedale, sono 1.300 le biciclette in sharing in più nelle città italiane, con una quota di elettriche ormai superiore al 30 per cento; sulla variazione percentuale negativa dei noleggi (-55 per cento) pesa la concorrenza dei monopattini negli spostamenti brevi e brevissimi, ma anche la minore presenza di mobilità studentesca e di pendolari, tra i segmenti di clientela più importanti cui si rivolge questa tipologia di servizio.

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