I tir a idrogeno di Nikola approdano a Wall Street

I tir “verdi” di Nikola, che saranno prodotti in Europa in partnership con Cnh-Iveco, sono approdati alla Borsa a New York. La scorsa settimana, infatti, l’azienda di Phoenix (Arizona) ha debuttato sul Nasdaq. Dopo le auto elettriche Tesla, quotate sul listino dei titoli tecnologici Usa nel 2010 durante la grande crisi finanziaria, oggi, nel pieno della pandemia da Covid-19, Nikola promette di dare un nuovo impulso al settore dei trasporti ad alta tecnologia.

La quotazione dell’azienda che deve il suo nome all’ingegnere inventore di orgine serba Nikola Tesla (niente a che vedere con il marchio di Musk!) avviene grazie a una “fusione inversa” – riporta un comunicato vale a dire un meccanismo che consente a un’azienda privata di sbarcare in Borsa molto più rapidamente e con meno spese: con una fusione inversa, una società privata si fonde con una società più piccola, già quotata. In questo caso il marchio è VectoIQ, l’azienda creata dall’ex vice presidente di General Motors, Steve Girsky, con la quale Nikola ha annunciato la fusione il 3 marzo scorso, subito prima del lockdown.

Nikola ha raccolto circa 600 milioni di dollari per avviare la produzione di tir a idrogeno nel suo stabilimento di Coolidge, alzando la sua valutazione a 3 miliardi, prima della fusione con VectoIQ. Ma la società stima di aver bisogno di altri 700 milioni di finanziamenti tra fine 2021 e 2022, per investire, tra l’altro, in nuove stazione a idrogeno.

La produzione dei camion Nikola Tre a idrogeno insieme a Cnh-Iveco sarà a pieno regime nel 2021 nello stabilimento di Ulm, in Germania. I tir elettrici sono per il mercato europeo, ma una parte sarà esportata in America. Negli Stati Uniti la produzione comincerà dopo che Nikola avrà aperto la sua nuova fabbrica in Arizona dove produrrà sia i modelli a batteria che a idrogeno.