Clima, ricerca indica influenza delle temperature del Nord Atlantico su quelle del Medio Oriente

La fluttuazione delle temperature marine superficiali nel Nord Atlantico influisce sulla variabilità delle temperature estive nel Medio Oriente, e l’attuale trend positivo osservato nella regione potrebbe perdurare finché il Nord Atlantico rimarrà in questa fase di riscaldamento anomalo, andando a sommarsi agli effetti di quello globale. È questo, in sintesi, l’importante risultato di uno studio pubblicato sulla rivista NPJ Climate and Atmospheric Science, curato dal centro di ricerca ICTP (International Centre for Theoretical Physics, con sede a Trieste), con la collaborazione di ricercatori dell’istituto  CSP–Climate Simulation and Prediction (specializzato in climatologia).

Lo studio  individua e dimostra per la prima volta l’esistenza di una teleconnessione tra Nord Atlantico e Medio Oriente, una connessione remota cioè, in grado di collegare due aree apparentemente disgiunte, grazie alla quale le variazioni su scala multidecennale delle temperature estive nel Medio Oriente variano in fase con quelle del Nord Atlantico.

La ricerca, in particolare, ha preso in esame l’impatto della variazione delle temperature marine superficiali nel Nord Atlantico, uno dei principali fattori in grado d’influenzare il clima dell’emisfero nord, sulle temperature estive nella regione medio-orientale. La variabilità delle temperature marine superficiali è stata studiata attraverso un importante indicatore, denominato AMV – Atlantic Multidecadal Variability (Variabilità Atlantica Multidecadale) o AMO – Atlantic Multidecadal Oscillation (Oscillazione Atlantica Multidecadale), con riferimento al suo apparente comportamento quasi oscillatorio. Sulla base dei record strumentali, infatti, l’indicatore AMO/AMV è associato a fluttuazioni a grande scala delle temperature nel Nord Atlantico, con un periodo caratteristico dell’ordine dei 40-80 anni.

I ricercatori hanno individuato anche il meccanismo in virtù del quale si realizza questo fenomeno: in una fase positiva del ciclo, un aumento delle temperature nel Nord Atlantico produce un’anomalia della circolazione atmosferica nell’area medio-orientale, la quale, richiamando aria umida dall’Oceano Indiano sulla Penisola Arabica, va a modificare il bilancio energetico locale e quindi le temperature superficiali in questa regione.

Uno degli aspetti affrontati dallo studio riguardano la correlazione tra i dati emersi e il riscaldamento globale causato dall’uomo: “La tendenza generale delle temperature del pianeta ad aumentare è ulteriormente modulata dall’AMV” – ha specificato Alessio Bellucci del CSP–Climate Simulation and Prediction – “Ci sono fasi in cui questa oscillazione multidecennale è in una fase positiva, e fasi in cui questa oscillazione è in una fase negativa; se riuscissimo a prevedere la tendenza di questo segnale nel Nord Atlantico, potremmo quindi capire se andrà a sommarsi ‘costruttivamente’ o ‘distruttivamente’ al trend positivo delle temperature, andando ad amplificare o viceversa a mitigare il riscaldamento globale. Sarebbe interessante per esempio riuscire a prevedere quando e se si verificherà un turning point di questo segnale; al momento siamo in una fase positiva dell’oscillazione, e in virtù della teleconnessione descritta in questo studio le temperature in estate nell’area medio-orientale potrebbero aumentare, presentando un trend ancora più forte in futuro, o diminuire, a seconda di come questo segnale nel Nord Atlantico evolverà nei prossimi decenni. La natura e i driver alla base delle variazioni nella fase dell’AMV e i suoi impatti sulle variazioni climatiche su scala regionale sono oggetto di una intensa attività di ricerca, e saranno ulteriormente approfonditi nei prossimi studi.”

 

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