Studio Wwf, Sardegna totalmente rinnovabile entro il 2050

Entro il 2050 la Sardegna può diventare un’isola a energia totalmente rinnovabile, abbandonando il carbone e creando 9mila posti di lavoro. Lo dice uno studio commissionato dal Wwf e realizzato da Università di Padova e Politecnico di Milano.

Lo studio ipotizza la chiusura degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a carbone entro il 2025 e la decarbonizzazione del sistema energetico entro il 2050, evitando nuovi investimenti in combustibili fossili.

L’analisi presenta due scenari transitori: lo sviluppo di impianti di pompaggio per una capacità di 550 MW o, in alternativa, lo sviluppo di generazione a idrogeno verde con impianti di accumulo. In entrambi i casi l’addio al carbone non sarebbe necessariamente accompagnato dalla realizzazione di nuovi impianti a metano.

Il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 necessiterebbe di circa 4 miliardi di euro di investimenti entro il 2030 e di 20 miliardi nella seconda fase. Tra gli altri benefici c’è l’occupazione, stimata in 4mila unità entro il 2030 e in 9mila unità entro il 2050.

Lo studio conferma la desiderabilità economica e ambientale di una transizione rapida verso fonti rinnovabili.” – spiega Arturo Lorenzoni, tra i coordinatori dello studio – “La Sardegna è un sistema isolato, interessante da studiare perché mostra come complessi più ampi possano essere pensati come un insieme senza combustibili fossili, bilanciati su scala locale e interconnessi”, aggiunge.

Il gas è il passato, le rinnovabili sono il futuro, sole e vento sono sempre disponibili in natura.” – afferma Carmelo Spada, delegato del Wwf Italia per la Sardegna – “Chi vuol metanizzare oggi la Sardegna non ha a cuore né i posti di lavoro, né l’indipendenza energetica dell’isola“.

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