Regno Unito: presentato un piano da 63,7 miliardi di euro per aggiornare la rete elettrica

National Grid, operatore nazionale britannico, ha presentato un piano da 54 miliardi di sterline (circa 63,7 miliardi di euro) per aggiornare la rete elettrica del Regno Unito.

Si tratta, come riferisce il quotidiano “Financial Times”, del più grande investimento dagli anni Sessanta in termini reali e servirà a facilitare una rapida espansione dell’energia eolica offshore. Il governo vuole 50 gigawatt di eolico offshore operativi entro il 2030, rispetto ai 10 GW attuali, e la nuova rete fornirebbe capacità per ulteriori 23 GW. A piena potenza ciò soddisferebbe quasi i due terzi dell’attuale picco di domanda di elettricità. Il piano segna la prima volta che lo sviluppo dei collegamenti offshore per i parchi eolici è stato coordinato e sarà uno dei più grandi programmi di infrastrutture civili mai realizzati nel Regno Unito.

National Grid Electricity System Operator, una sussidiaria dell’operatore nazionale che gestisce i flussi dell’elettricità nel sistema e mantiene in equilibrio la domanda e l’offerta, ha proposto 15 punti di connessione per distribuire l’energia da 18 parchi eolici offshore a terra.

L’obiettivo – specifica l’articolo del “Financial Times” – è ridurre al minimo i disagi per le comunità costiere e diminuire i costi di costruzione. Attualmente la maggior parte dei parchi eolici offshore viene collegato alla rete terrestre attraverso cavi, tralicci e sottostazioni, tutte infrastrutture che provocano le dure proteste delle comunità locali che ne contestano l’impatto ambientale.

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