Olanda, eolico offshore triplicato entro il 2030

Rendersi autonomi dalle importazioni energetiche sfruttando la forza del vento. I Paesi Bassi – riporta un comunicato dell’Unione Europea – prevedono di triplicare nei prossimi anni la loro capacità di produzione energetica proveniente dall’eolico offshore. Una scelta che, ha spiegato l’esecutivo guidato da Mark Rutte, servirà a raggiungere il doppio obiettivo di ridurre l’impatto sul clima dell’industria del Paese scommettendo su una fonte pulita e rinnovabile, ma anche di limitare il più possibile la dipendenza del Paese dal gas russo.

Di qui la scelta di costruire nuovi parchi eolici offshore nei prossimi anni, triplicando la capacità eolica del Paese entro il 2030. Si prevede che l’energia eolica aggiuntiva aiuterà importanti settori dell’industria pesante, come gli stabilimenti chimici e siderurgici, a compiere la transizione richiesta dal Green deal europeo verso fonti di energia sostenibili. Tra le ipotesi in campo c’è anche quella di sfruttare l’energia eolica proveniente dai futuri parchi offshore per produrre idrogeno ‘verde’.

I programmi annunciati dal governo olandese prevedono nuovi parchi eolici in grado di produrre un totale di 10,7 gigawatt. Le pale eoliche verranno messe in funzione entro la fine del decennio nella parte olandese del Mare del Nord.

Il piano dell’esecutivo punta dunque a incrementare drasticamente la capacità eolica del Paese portandola dagli attuali 3 gigawatt, già operativi o in costruzione a seguito di una serie di gare e opere di realizzazione compiute degli ultimi anni, a un totale di almeno 10 gigawatt di energia eolica offshore entro 2030.

Il governo a gennaio aveva annunciato che avrebbe aumentato in modo significativo la spesa per la transizione energetica. Di qui l’istituzione di un fondo da circa 35 miliardi di euro per finanziare progetti dedicati alla trasformazione dell’economia dei Paesi Bassi verso una modello a zero emissioni nette.

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