Il Regno Unito punta sull’eolico offshore

Brexit o non Brexit, il Regno Unito punta sull’eolico offshore per il suo programma di transizione verso l’utilizzo di energia green. Secondo le ultime dichiarazioni ufficiali in tema, l’obiettivo del Governo del primo ministro Boris Johnson è quello di rendere il Paese “carbon neutral”, cioè con un’impronta netta di carbonio pari a zero, entro il 2050; utilizzando non solo l’eolico ma anche il solare, l’idroelettrico e la biomassa. Contando, inoltre, che il Paese produce già quasi il 40% della sua elettricità da fonti rinnovabili.

La Gran Bretagna prevede dunque di favorire lo sviluppo di parchi eolici offshore all’interno del suo territorio. Alla fine del 2018 c’erano già 38 siti operativi per un totale di circa 2.000 turbine. Inoltre, sarebbero già state pianificate ulteriori 1.000 turbine.

Due dei più grandi progetti sono Walney Extension, nel nord del Galles, e London Array, alla foce del Tamigi. I due siti ospitano la più alta concentrazione di parchi eolici del Paese in virtù delle favorevoli condizioni atmosferiche. Sono inoltre in corso numerosi altri progetti che si realizzeranno a Hornsea ed a Dogger Bank al largo della costa dello Yorkshire.

Il progetto che sarà sviluppato a Dogger Bank, in particolare, è sicuramente degno di nota. La società energetica SSE ha infatti fatto sapere di aver iniziato la costruzione di un enorme parco eolico che punta a produrre un’energia pari a ben 3.6 GW.

 

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