Girotto (m5s): “Con la firma del Decreto MiSE, Italia tra i primi ad anticipare recepimento Direttiva Fer”

Via libera dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, al decreto con cui si rende operativa una misura introdotta nel decreto Milleproproghe per lo sviluppo delle comunità energetiche e dell’autoconsumo.

In un comunicato da poco diramato, il senatore Gianni Girotto (M5s), Presidente della commissione Industria e Commercio del Senato, ha espresso tutta la sua soddisfazione: “Oggi è una giornata storica. Anticipando i tempi di recepimento della Direttiva sulle fonti rinnovabili, con la firma del decreto MiSE siamo tra i primi Paesi UE a dare il via alla stagione dell’autoconsumo collettivo e delle comunità energetiche, grazie alla quale cittadini, imprese e Comuni potranno finalmente attivarsi collettivamente per produrre e consumare energia a livello locale, riducendo i costi dei consumi elettrici, alimentando la crescita economica e abbattendo le emissioni inquinanti e i conseguenti impatti ambientali e sanitari. Si tratta di un’iniziativa attraverso la quale si compie un importante passo verso la realizzazione del Green New Deal”.

Girotto ha poi illustrato i vantaggi che ne possono derivare. Li riassumiamo per punti:

  1. Le comunità dell’energia riducono i costi di funzionamento del sistema elettrico
    italiano. Il meccanismo di incentivazione è costruito per incentivare solo l’energia prodotta e simultaneamente autoconsumata in loco dai membri delle comunità. In questa maniera si riducono i costi di trasporto legati alla quota di energia autoconsumata da quei cittadini, in quanto non è più necessario che quell’energia viaggi sulle reti elettriche di alta e altissima tensione.
  2. Il meccanismo di incentivo non incrementa i costi in bolletta per i consumatori. Questo perché sostituisce il cosiddetto meccanismo dello “scambio sul posto”, attualmente vigente, innovandolo in senso virtuoso (come spiegato nel seguito). La norma introdotta nel mille proroghe si premura specificatamente di questo aspetto, laddove prevede che il meccanismo sia “realizzato tenendo conto dell’equilibrio complessivo degli oneri in bolletta e della necessità di non incrementare i costi tendenziali rispetto a quelli dei meccanismi vigenti”.
  3. Le comunità dell’energia riducono i costi di acquisto e importazione di fonti fossili. Il meccanismo premia la produzione e il consumo simultaneo di energia rinnovabile. Questo consente, oltre che di raggiungere gli obiettivi europei al 2030 e di evitare le correlate sanzioni, di garantire maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, sostituendo il consumo di fonti fossili di importazione con fonti rinnovabili prodotte in loco.
  4. Il nuovo meccanismo è più semplice e riduce i costi burocratici. Il meccanismo di incentivazione è costruito secondo il criterio della massima semplificazione: non ci saranno pre-qualifiche da fare né bandi o graduatorie, ma sarà sufficiente fare richiesta al GSE, una volta realizzata la configurazione, per accedere agli incentivi. Anche da un punto di vista fiscale, il regime è stato semplificato: con il DL rilancio è stato stabilito che, per i condomini che realizzano una comunità rinnovabile, l’esercizio di impianti fino a 200kW non costituisce “attività commerciale abituale”.
  5. Le comunità dell’energia facilitano la realizzazione degli impianti, riducendo tempi e costi. L’avvio di un modello decentrato che porta alla realizzazione di iniziative che partono e sono sviluppate dalle comunità locali, consentirà una più facile e veloce realizzazione degli impianti evitando così i costi e gli intoppi già visti laddove gli impianti vengono calati dall’alto su un territorio.
  6. Le comunità dell’energia riducono le speculazioni finanziarie sulle rinnovabili (e i relativi costi). Con questo nuovo modello decentrato, si portano i cittadini a realizzare e gestire direttamente gli impianti tramite, appunto, la realizzazione di comunità rinnovabili. La legge ha esplicitamente previsto, in linea con la direttiva europea, che l’obiettivo principale delle iniziative deve esser quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai membri o alle aree locali in cui opera la comunità, piuttosto che profitti finanziari. È previsto, inoltre, che la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non possa costituire l’attività commerciale e industrial principale, proprio per far mantenere il controllo delle comunità ai cittadini che vi prendono parte.