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Germania addio idrogeno, il futuro dei treni è a batteria

L’autorità di trasporto regionale tedesca LNVG, che ha messo in servizio passeggeri i primi treni a idrogeno al mondo, sostituirà la sua restante flotta diesel con treni a batteria. Lo ha annunciato lo stato della Bassa Sassonia.

I treni a batteria si sono rivelati l’opzione più economica e si prevede che 102 automotrici con questo tipo di propulsione saranno messe a gara entro la fine dell’anno.

Il progetto idrogeno ha coinvolto in totale 14 treni e lo stato della Bassa Sassonia ha investito oltre 85 milioni di euro nei veicoli, con ulteriori 8,4 milioni di euro dal governo federale tedesco.

Per sostituire il resto dei 126 treni diesel operanti sulla sua rete, LNVG ha avviato una ricerca di mercato prendendo in considerazione treni a idrogeno e batterie.  Il risultato è stato chiaro, i treni a batteria sono più economici da far circolare sulla rete.

A far pendere l’amministrazione tedesca verso i treni elettrici è stato anche uno studio commissionato congiuntamente con lo stato tedesco del Baden-Württemberg. Esso indica come, considerando tutte le spese da affrontare nel periodo di vita utile di un treno, una soluzione elettrica è fino all’80% più economica rispetto a una soluzione a idrogeno.

L’azienda di trasporto regionale (LNVG) sta facendo i preparativi affinché i nuovi veicoli possano essere messi in gara quest’anno.

Nel 2012 la compagna ferroviaria statale LNVG – sigla che sta per Landesnahverkehrsgesellschaft Niedersachsen – decise di intraprendere il percorso di eliminazione dei treni a diesel. La scelta ricadde su treni alimentati da celle a combustione a idrogeno.

Già nel settembre del 2018 i primi test, su alcune linee della Bassa Sassonia. Nell’agosto del 2022 il lancio commerciale del servizio. Meno di un anno dopo, il progetto si è rivelato fallimentare: sin da subito, infatti, il servizio ha messo in evidenza un gran numero di problemi.

Fra i più comuni, le enormi difficoltà per l’adeguamento software dei sistemi di gestione delle linee, i periodici problemi di rifornimento di idrogeno in inverno e i lunghi tempi di addestramento dei macchinisti.

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