Energia: EBS, da biomasse energia rinnovabile e programmabile

Ogni anno 2,5 milioni di tonnellate di materiale residuale che diventerebbe scarto da smaltire viene trasformato in energia attraverso il funzionamento delle centrali a biomasse solide, secondo il modello dell’economia circolare. Antonio Di Cosimo, presidente dell’Associazione EBS è intervenuto il 29 settembre all’Italian Energy Summit, organizzato da 24 Ore Eventi in collaborazione con Il Sole 24 Ore: “Pensate a cosa accadrebbe se si fermassero le nostre centrali, presenti in tutta Italia. Non avremmo piu’ una fonte continuativa e programmabile di energia rinnovabile e migliaia di imprese dovrebbero sostenere un costo per smaltire migliaia di tonnellate di scarti, con il rischio che alcune brucino nei campi questo materiale generando un impatto ambientale enorme. Stiamo parlando della quasi totalità della viticoltura, dell’olivocoltura, delle piantagioni di frutta, gli scarti delle segherie e dell’industria del legno“.

Per Di Cosimo le biomasse solide sono una fonte di energia rinnovabile programmabile in grado di funzionare oltre 8 mila ore l’anno. Una risorsa importante nella decarbonizzazione. “Migliaia di imprese agricole, di industrie e di artigiani invece di dover pagare per smaltire le biomasse ricevono un compenso economico dagli operatori del settore per inviarle alle nostre centrali alimentando la filiera. Per questo motivo il nostro comparto attinge da un sistema di incentivi. Siamo l’unica rinnovabile che deve sostenere il costo del carburante per poter funzionare, trasferendo quegli incentivi su una filiera che conta oltre 2 mila aziende fra produttori, fornitori e trasportatori con decine di migliaia di lavoratori”.

Il rapporto tra i benefici e i costi per il sistema Paese resta positivo contando anche gli incentivi. Di Cosimo ha aggiunto: “L’obiettivo dovrebbe essere quello di aumentare le centrali per mandare tutta la biomassa non diversamente utilizzabile a produrre energia. Anziche’ essere abbandonata nei campi, verrebbe così smaltita in impianti come i nostri dotati di filtri e sistemi di abbattimento delle emissioni. Invece, il nostro settore vive una grande incertezza e di questo passo gli impianti saranno costretti a chiudere già a partire dal prossimo anno. Il quadro regolatorio non è mai stato pienamente definito e questo impedisce investimenti.

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