Clima, alleanza di grandi gruppi incalza l’UE su decarbonizzazione e emissioni CO2

100 miliardi di euro per rendere “carbon neutral” le proprie aziende entro il 2030. La proposta porta la firma dell’European Ceo Alliance, istituita nel 2020 con lo scopo di lavorare a soluzioni intersettoriali per la tutela del clima. La compongono gli amministratori delegati di dieci grandi gruppi, di sei paesi diversi. Le società che compongono l’Alleanza hanno dichiarato che investiranno oltre 100 miliardi di euro da qui al 2030 in progetti che contribuiranno alla decarbonizzazione dell’economia. E tutte insieme hanno firmato un documento in cui chiedono a Bruxelles di avere più “ambizione” negli interventi per limitare le emissioni di CO2.

Per l’Italia è presente Enel, poi ci sono ABB, AzkoNobel, E.on, Iberdrola, Maersk, Sap, Scania, Schneider e Volkswagen. I dieci manager nei giorni scorsi, hanno partecipato a un videoincontro con il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, l’olandese Frans Timmermans. Al quale hanno presentato un documento che contiene proposte che fanno leva sui fondi Europei destinati alla ripartenza economica del dopo pandemia.

Rendere l’Europa neutrale entro il 2050 è una sfida enorme. La Commissione presenterà delle proposte finalizzate a mettere settori come trasporti ed energia sulla strada giusta. Il nostro programma a lungo termine include investimenti nell’infrastruttura di ricarica, nella produzione di batterie, nella ristrutturazione di edifici e nella produzione di energia da fonti rinnovabili.” – ha affermato Timmermans – “Il Recovery Fund del Next Generation EU contribuirà a rendere tutto questo possibile. Il nostro obiettivo non è una semplice transizione, ma un cambiamento giusto ed equo, che non lasci indietro nessuno. Accolgo con favore l’impegno della Ceo Alliance per la ripresa verde dell’Europa e condivido la convinzione che le loro aziende abbiano ciò che serve per costruire un futuro sostenibile

I manager auspicano un dialogo costruttivo con i rappresentanti della politica europea, in particolare chiedendo misure efficaci per la neutralità climatica: servirà – sostengono – fissare “un prezzo della CO2 standardizzato e intersettoriale” e “un termine ultimo per le tecnologie ad alta densità di carbonio”.

A tal proposito, ricordiamo che il Parlamento europeo ha già approvato un emendamento al disegno di legge sul clima, volto a imporre una riduzione del 60% delle emissioni entro il 2030 rispetto ai valori del 1990, contro il 55% proposto dalla stessa Commissione Europea. Serve ora l’accordo con i vari Paesi membri, che proporranno valori meno rigidi, ma è certo che qualunque inasprimento avrà ripercussioni anche sull’industria dell’auto, già alla prese con severi standard. Il che potrebbe tradursi in un’ulteriore spinta all’elettrificazione delle vetture.

 

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