Carbone, Enel accelera la riconversione green in Italia e in Cile

Enel spinge sull’acceleratore per abbandonare il carbone: il primo passo annunciato è la chiusura dell’impianto di Bocamina in Cile, spegnendo l’Unità I entro dicembre 2020 e l’Unità II entro il 31 maggio 2022 e pianificando contemporaneamente il completamento di 2 GW di capacità rinnovabile nel Paese attraverso Enel Green Power Chile; il secondo passo – comunicato nei giorni scorsi dall’azienda energetica – è il via libera alla chiusura anticipata del Gruppo 2 della centrale termoelettrica Federico II di Brindisi a partire dal primo gennaio 2021.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato riscontro positivo alla richiesta presentata da Enel lo scorso gennaio. Sarà la prima delle quattro unità produttive a carbone della centrale che si avvia alla chiusura definitiva. Decisione che rispetta la strategia di decarbonizzazione della produzione di energia elettrica e in linea con gli obiettivi del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec): “Enel – si legge nel comunicato diffuso dall’azienda – ha avviato negli scorsi mesi l’iter di permitting per la riconversione con un impianto a gas e sta sviluppando progetti per l’installazione di capacità fotovoltaica all’interno del sito“.

A livello globale, nel 2019, la capacità installata di Enel da fonti rinnovabili ha superato per la prima volta quella da fonti termoelettriche e nel primo trimestre del 2020 la produzione di energia elettrica a zero emissioni ha raggiunto il 64% della generazione totale del Gruppo.

L’obiettivo a lungo termine del Gruppo Enel è la completa decarbonizzazione del mix entro il 2050, con una serie di traguardi intermedi come il completamento del phase out dal carbone in Italia entro il 2025 e a livello globale entro il 2030.

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