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Econergy avvia in Romania il primo impianto co-locato fotovoltaico e storage

Econergy avvia in Romania il primo progetto che integra fotovoltaico e accumulo elettrochimico sullo stesso sito. Si tratta di Parau 1, nella contea di Brașov, dove un sistema di batterie da 70 MW/141 MWh è stato collegato alla rete all’inizio di settembre, affiancandosi a un impianto fotovoltaico da 92 MW già operativo dal 2024.

Il progetto rappresenta per Econergy un primo banco di prova concreto della strategia di co-location, ovvero l’integrazione di sistemi di accumulo con impianti rinnovabili esistenti o di nuova realizzazione. Con l’entrata in esercizio del BESS, la capacità installata complessiva di Parau 1 raggiunge i 162 MW.

L’impianto fotovoltaico occupa un’area di circa 113 ettari e, secondo quanto comunicato dalla società, è in grado di fornire elettricità equivalente ai consumi di circa 70.000 abitazioni.

Batterie con accesso diretto alla rete

Uno degli elementi caratterizzanti del progetto è la possibilità per il sistema di accumulo di prelevare energia direttamente dalla rete, oltre che dall’impianto fotovoltaico adiacente. Questa configurazione consente di utilizzare le batterie in modo più flessibile rispetto a un sistema alimentato esclusivamente dalla produzione solare.

Il BESS può infatti essere ricaricato nei momenti in cui i prezzi dell’elettricità risultano particolarmente bassi, compresi quelli caratterizzati da prezzi negativi, per poi restituire energia alla rete nelle ore in cui il valore dell’elettricità aumenta.

L’obiettivo è quindi sfruttare l’accumulo non soltanto per valorizzare la produzione rinnovabile, ma anche come vero e proprio asset di mercato, capace di aumentare il valore economico dell’infrastruttura fotovoltaica già esistente.

Il progetto, interamente posseduto e gestito da Econergy, ha richiesto circa 85 milioni di euro di investimenti ed è operato su base merchant. Le prospettive di ricavo sono state elaborate sulla base delle previsioni relative ai prezzi dell’elettricità fornite dai consulenti di mercato della società.

Una strategia replicabile in Romania

Per Econergy, Parau 1 non rappresenta un progetto isolato, ma il modello su cui costruire una più ampia strategia di integrazione dello storage nel portafoglio rumeno.

«Parau 1 è il primo progetto in cui abbiamo preso un impianto solare già operativo e costruito un sistema di accumulo attorno ad esso», ha dichiarato Eyal Podhorzer, CEO di Econergy. Secondo il manager, l’integrazione delle batterie permette di diversificare i ricavi dell’asset, aggiungendo quelli derivanti dallo storage alla generazione solare.

La Romania assume in questo quadro un ruolo centrale. Econergy dichiara infatti di avere nel Paese 521 MW di sistemi di accumulo, per oltre 1 GWh, già in costruzione o pronti per la connessione alla rete.

Tra i progetti in pipeline figura Rătești, dove la società prevede di affiancare un BESS da 120 MW a un impianto fotovoltaico da 155 MW già operativo. A Oradea, invece, al progetto fotovoltaico da 87 MW collegato alla rete nell’agosto 2025 è previsto un sistema di accumulo da 49 MW. Un ulteriore intervento sul fronte storage è pianificato presso l’impianto solare da 60 MW di Ovidiu, attualmente in costruzione.

Oltre 13 GW di pipeline europea

L’espansione dello storage si inserisce in una pipeline europea di Econergy che ammonta complessivamente a circa 13 GW, distribuiti tra Romania, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Polonia, Spagna e Grecia.

Secondo i dati forniti dall’azienda, circa la metà della pipeline complessiva riguarda sistemi di accumulo, mentre lo storage rappresenta circa il 60% del portafoglio in fase avanzata di sviluppo.

Joshua Murphy, Director of Energy Storage di Econergy, sottolinea come la possibilità di integrare le batterie con impianti rinnovabili già connessi rappresenti un’opportunità significativa per gli operatori proprietari degli asset. La combinazione tra produzione solare e capacità di accumulo gestibile in funzione delle condizioni del mercato consente, secondo la società, di estrarre maggiore valore da infrastrutture che dispongono già della connessione alla rete.

Il caso Parau 1 mostra così una delle direttrici sempre più rilevanti per l’evoluzione dei parchi rinnovabili europei: non soltanto costruire nuova capacità fotovoltaica ed eolica, ma aggiungere flessibilità agli impianti esistenti attraverso sistemi di accumulo, trasformandoli in infrastrutture capaci di rispondere in modo dinamico alle esigenze della rete e ai segnali del mercato.

 

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