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WWF Italia celebra 60 anni di una storia a difesa della natura

Sessant’anni di battaglie, di conquiste, di impegno quotidiano e di visioni diventate realtà. WWF Italia celebra un traguardo storico che coincide con una delle più importanti trasformazioni culturali vissute dal Paese: il cambiamento del rapporto tra gli italiani e il loro patrimonio naturale.

Era il 5 luglio 1966 quando, nello studio di un notaio romano, un piccolo gruppo di pionieri guidato da Fulco Pratesi diede ufficialmente vita al WWF Italia. Un atto che allora poteva apparire quasi controcorrente, in un Paese lanciato verso il boom economico e l’industrializzazione, ma che avrebbe segnato l’inizio di una lunga storia di tutela ambientale e di mobilitazione civile.

Oggi, a sessant’anni da quel giorno, l’associazione guarda al proprio percorso con il riconoscimento delle istituzioni e con la consapevolezza di aver contribuito a cambiare profondamente il volto dell’Italia.

Tra i momenti simbolici delle celebrazioni, l’incontro al Palazzo del Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricevuto una delegazione guidata dal presidente del WWF Italia Luciano Di Tizio. Al Capo dello Stato è stata consegnata la prima copia del volume “WWF: 60 anni per la natura”, un racconto per immagini e testimonianze che ripercorre sei decenni di attività e di impegno nel Paese.

Anche Papa Leone XIV ha voluto far sentire la propria vicinanza attraverso una Benedizione Apostolica inviata “di cuore”, accompagnata da un messaggio che richiama il valore di una responsabilità condivisa verso il pianeta. Un invito a trasformare la sensibilità ambientale in un autentico cambiamento culturale e personale: «Occorre passare dal raccogliere dati al prendersi cura; da discorsi ambientalisti a una conversione ecologica che trasformi lo stile di vita personale e comunitario».

Alle celebrazioni si sono uniti anche numerosi volti del mondo dello spettacolo, della cultura e della divulgazione, che negli anni hanno accompagnato e sostenuto le iniziative dell’associazione. Da Luca Argentero a Fiorello, passando per Licia Colò, Alessandro Cecchi Paone, Mia Canestrini, Lillo Petrolo, Telmo Pievani e molti altri, i loro messaggi sono stati raccolti in un video celebrativo che testimonia il forte legame costruito dal WWF con la società civile.

Ma il sessantesimo anniversario è soprattutto l’occasione per ripercorrere una storia che coincide con l’evoluzione stessa dell’ambientalismo italiano.

Dalle Oasi WWF alla crisi climatica

Negli anni Sessanta la tutela della natura era ancora una realtà marginale. Soltanto lo 0,6% del territorio nazionale era protetto, la caccia era diffusa e vaste aree naturali venivano considerate spazi da sfruttare o bonificare. In quel contesto, il WWF introdusse un approccio innovativo. Nel 1967, con l’acquisto dei diritti di caccia del Lago di Burano, nacque la prima Oasi WWF, il primo tassello di una rete che oggi conta oltre cento aree protette e più di 30 mila ettari di territorio tutelato.

La crescita dell’associazione è andata di pari passo con l’emergere di una nuova coscienza ecologica. Negli anni Settanta il WWF si schierò contro l’inquinamento industriale, la speculazione edilizia e la caccia indiscriminata. Una delle campagne più significative fu l’Operazione San Francesco, che contribuì a salvare il lupo appenninico quando la specie era ormai vicina all’estinzione.

Gli anni Ottanta segnarono una fase decisiva. Con la “Sfida del 10%”, il WWF lanciò la richiesta di destinare almeno un decimo del territorio nazionale ad aree protette, contribuendo a creare le condizioni per importanti passi avanti nella legislazione ambientale italiana, dall’istituzione del Ministero dell’Ambiente alle norme fondamentali per la tutela del paesaggio e delle aree naturali.

Negli anni Novanta il tema della sostenibilità entrò stabilmente nell’agenda pubblica. Il WWF fu protagonista della nascita di nuovi parchi nazionali e dello sviluppo della rete Natura 2000, mentre il dibattito internazionale sullo sviluppo sostenibile, emerso dal Summit della Terra di Rio de Janeiro, trovava spazio anche nel contesto italiano.

Con l’inizio del nuovo millennio, la crisi climatica è diventata una delle grandi sfide globali. Il WWF Italia ha rafforzato il proprio impegno per la transizione energetica, la riduzione delle emissioni, la tutela della biodiversità e il contrasto al traffico illegale di specie selvatiche. Parallelamente, l’associazione ha consolidato il proprio lavoro nei territori, nelle scuole e nelle comunità, promuovendo modelli di sviluppo sempre più sostenibili.

Negli ultimi anni, di fronte a una crisi ambientale sempre più complessa, il WWF ha ampliato ulteriormente il proprio raggio d’azione: dalle campagne contro l’inquinamento da plastica alla difesa degli impollinatori, dalla tutela delle foreste alla promozione di una pesca sostenibile.

Tra i risultati più significativi, l’associazione ha contribuito al percorso che ha portato all’inserimento della tutela dell’ambiente nella Costituzione italiana nel 2022 e ha sostenuto importanti iniziative normative europee come la Nature Restoration Law.

Sessant’anni dopo quella firma davanti a un notaio, il WWF Italia continua a guardare avanti. Con la stessa convinzione che animò i suoi fondatori: proteggere la natura significa proteggere il futuro.

Le nuove sfide dei prossimi decenni 

“Questi primi sessant’anni per il WWF Italia non rappresentano un traguardo raggiunto ma semplicemente una tappa importante verso le nuove sfide che caratterizzeranno i prossimi decenni: sfide sempre più grandi e ravvicinate. La priorità resta proteggere e ripristinare la natura su larga scala, in linea con l’obiettivo internazionale di tutelare almeno il 30% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e di riportare in salute almeno il 20% degli ecosistemi degradati; un compito che richiede competenze, presenza sul territorio e capacità di pressione che il WWF ha costruito nel tempo. A questo si lega la necessità di accelerare la transizione energetica, abbandonando il più velocemente possibile i combustibili fossili (le ondate di caldo che stanno soffocando l’Europa sono un promemoria stringente) per puntare sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza”, ha dichiarato il presidente del WWF Italia Luciano di Tizio.

“La tutela della natura deve essere sempre più integrata nei modelli economici, promuovendo l’economia circolare, la riduzione dell’inquinamento e il riconoscimento del valore del capitale naturale. Sfide che non riguardano più soltanto gli habitat, ma il modo stesso in cui produciamo, abitiamo e ci nutriamo: di qui l’impegno a trasformare i sistemi alimentari, urbani e idrici, favorendo pratiche agricole sostenibili, città resilienti e una gestione integrata delle risorse idriche – dichiara la direttrice generale del WWF Italia Alessandra Prampolini – Nessuno di questi processi, però, può diventare realtà per via esclusivamente normativa o tecnologica: per questo l’associazione punta a rafforzare il ruolo delle comunità e dell’educazione, coinvolgendo attivamente cittadini e imprese nella transizione ecologica. È il filo che tiene insieme tutto il resto, e che chiede di agire con urgenza e con visione globale, costruendo alleanze tra governi, società civile e settore privato per affrontare, strutturalmente, problemi che nessun attore può risolvere da solo”.

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