Riscaldamento globale: i leader regionali UE chiedono un Green Deal per il Mediterraneo

Il Comitato europeo delle regioni (European Committee of the Regions) è l’assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’UE di tutti i 28 Stati membri. Creata nel 1994 in seguito alla firma del Trattato di Maastricht, la sua missione è quella di coinvolgere le autorità regionali e locali nel processo decisionale dell’UE e di informarli sulle sue politiche.

Tra gli appuntamenti annuali più importanti dell’assemblea, spicca sicuramente quello tenutosi a Barcellona nei giorni scorsi:  il decimo anniversario dell’Euro-Mediterranean Regional and Local Assembly (ARLEM) ha messo al centro del dibattito il riscaldamento globale visto come un catalizzatore per una più profonda cooperazione nel Mediterraneo.

La capitale catalana ha accolto oltre 100 rappresentanti degli enti locali e regionali delle tre sponde del Mediterraneo, con i cambiamenti climatici in cima all’agenda. La regione è riconosciuta particolarmente vulnerabile al riscaldamento globale.

Karl-Heinz Lambertz, presidente del Comitato europeo delle regioni e copresidente dell’ARLEM, ha dichiarato: “L’Unione europea ha ribadito la sua leadership climatica proponendo il Green Deal come un percorso verso la neutralità climatica. Il cambiamento climatico non conosce confini,  motivo per il quale dobbiamo anche lavorare a stretto contatto con i nostri partner vicini in modo da accelerare tutti i nostri sforzi per adattare e costruire la resilienza. Dobbiamo espandere questo modello di crescita sostenibile e stabilire un Green Deal specifico per il Mediterraneo, offrendo un patto sul clima che rafforzi la cooperazione e che offra nuove strumenti finanziari per realizzare azioni per il clima in tutta la regione. Mentre ARLEM celebra il suo decimo anniversario, lo sviluppo sostenibile deve diventare il motore della nostra Assemblea per approfondire la cooperazione nei decenni a venire.”

Mohamed Boudra, sindaco di Al Hoceima (Marocco) e copresidente di ARLEM, ha dichiarato: “In dieci anni, ARLEM ha dimostrato vantaggi tangibili che vanno oltre il rafforzamento del dialogo politico tra le nostre città e regioni. L’iniziativa Nicosia, attraverso la quale scambiamo competenze e la competenza in settori chiave come la gestione delle risorse idriche, la pesca o la salute pubblica, ne è un esempio perfetto. Poiché il riscaldamento globale colpisce i nostri territori e l’innalzamento del livello del mare minaccia la nostra agricoltura, abbiamo una responsabilità condivisa a lavorare insieme per affrontare i cambiamenti climatici come in quanto abbiamo il dovere di implementare un modello di crescita che fornisca ai nostri giovani nuovi posti di lavoro e opportunità economiche“.

Il mare è una testimonianza vivente dello stato privato del nostro ambiente. Fino a 30.000 bottiglie finiscono nel Mediterraneo ogni minuto. Una transizione sostenibile è urgente e molto necessaria e l’economia blu è un’opportunità per raggiungerla.” Questo è stato il messaggio chiave di Vincenzo Bianco, membro del consiglio comunale di Catania e presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani nel contesto dell’adozione del suo rapporto sull’economia blu.

L’Assemblea ha inoltre dibattuto una relazione sull’integrazione euromediterranea: Euro-Mediterranean integration: The role of regional and local authorities di Jihad Khair, sindaco di Beit Sahour (Palestina), che ha dichiarato: “Gli enti locali e regionali hanno dimostrato di essere fondamentali nel favorire l’integrazione regionale nel Mediterraneo e dobbiamo continuare i nostri sforzi nella stessa direzione: il nostro quadro d’azione comune è l’agenda 2030 delle Nazioni Unite e i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile, che possono essere raggiunti solo con il coinvolgimento attivo degli enti locali e regionali. Due aree prioritarie devono guidare la nostra cooperazione: migrazione e cambiamenti climatici. Insieme, possiamo avanzare in un modo molto migliore“.

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