Clima, campagna di Legambiente per monitorare i ghiacciai che crollano

La superficie del ghiacciaio del Miage, sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco, è sprofondata, rispetto agli anni ’90, di circa 30 metri nel suo settore frontale: quasi un metro l’anno. Inoltre la falesia di ghiaccio che un tempo incombeva sul lago del Miage è arretrata di 10 metri circa e la conca del lago, ora vuota, si approfondisce e si sposta verso valle. Sono alcuni dei risultati rilevati in Valle d’Aosta durante la prima tappa di Carovana dei ghiacciai, la nuova campagna di Legambiente realizzata con il supporto del Comitato glaciologico italiano, che fino al 4 settembre monitorerà lo stato di salute dei ghiacciai alpini per sensibilizzare le persone sugli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sull’ambiente glaciale alpino.

Sei le tappe al centro di questa campagna pensata nell’ambito di Change Climate Change – progetto di Legambiente per combattere il cambiamento climatico –  focalizzata su dieci ghiacciai: quello del Miage in Valle d’Aosta, quattro ghiacciai del Monte Rosa in Piemonte, i ghiacciai Forni e Sforzellina in Lombardia, il ghiacciaio della Marmolada in Veneto – Trentino Alto Adige, quello di Fradusta in Trentino Alto Adige, e il ghiacciaio del Montasio occidentale in Friuli Venezia Giulia.

I ghiacciai – ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – sono degli indicatori sensibilissimi del cambiamento climatico in atto e sono il primo campanello di allarme di un problema, quello dell’emergenza climatica, che ha una portata internazionale. Le immagini dei giorni scorsi del ghiacciaio di Planpincieux in Val Ferret, a rischio crollo e per questo costantemente monitorato, dimostrano ancora una volta e concretamente la portata di questo problema che mette peraltro in pericolo le comunità locali e l’intero habitat“.

Con la campagna Carovana dei ghiacciai – ha concluso Zampetti – accenderemo i riflettori sugli effetti che l’emergenza climatica sta già avendo anche sul nostro Paese e ribadiremo l’urgenza di mettere in campo misure e politiche ambiziose sul clima per arrivare a missioni nette pari a zero al 2040, in coerenza con l’Accordo di Parigi. Perché purtroppo di tutto questo ancora non c’è traccia nella discussione politica attuale del nostro Paese”.

 

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