A2A, stop al carbone nella centrale di Brescia

A2A accelera il percorso di decarbonizzazione del sistema energetico e decide di abbandonare da subito l’utilizzo del combustibile fossile alla centrale Lamarmora di Brescia. Una decisione – spiega una nota del gruppo – che beneficia dello stato di avanzamento accelerato degli investimenti già effettuati per la realizzazione degli accumuli termici alle centrali Lamarmora e Nord, e dei progetti di recupero di ulteriore calore da attività industriali e dal termoutilizzatore. Progetti in corso di realizzazione e finalizzati ad una crescente ambientalizzazione e sostenibilità dei siti produttivi.

L’iniziale scadenza prevista da A2A – ottobre 2022 – anticipava di un triennio le indicazioni ministeriali: l’ulteriore anticipo costituisce così uno standard ambientale di assoluta eccellenza a livello europeo, rispettando una promessa che i vertici si erano assunti al momento di presentazione del piano di decarbonizzazione. L’addio al carbone si inserisce nel piano di investimenti da 70 milioni di euro varato per sostituire il calore prodotto dalla centrale Lamarmora attraverso combustibili fossili (ovvero carbone e gas) con fonti più “green” e a migliorare complessivamente le prestazioni ambientali: il piano, avviato nel 2018, consentirà a regime di conseguire importanti benefici ambientali e il risparmio di 15mila Tep (tonnellate di petrolio equivalenti) l’anno pari al consumo di oltre 26mila autoveicoli.

La decisione punta inoltre a prevenire le criticità di scenario post Covid-19, che già fanno presagire una forte incertezza negli approvvigionamenti del carbone, materia prima il cui trasporto internazionale avviene via nave/gomma. Questa importante decisione renderà l’anno in corso la prima stagione termica senza carbone in larghissimo anticipo rispetto alle indicazioni del piano nazionale integrato energia e clima del Mise, che ha sollecitato l’uscita dal carbone in Italia nel 2025.

 

 

 

 

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