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A Progetto Fuoco istituzioni e aziende di settore unite per migliorare la qualità dell’aria

Come affrontare le criticità a livello di qualità dell’aria in Italia e in che modo raggiungere gli obiettivi sempre più sfidanti che saranno fissati nella nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria? Una prima risposta è arrivata in occasione del convegno “Lavoriamo insieme per migliorare la qualità dell’aria” organizzato da AIEL – Associazione italiana energie agroforestali – a Progetto Fuoco, la principale Fiera mondiale dedicata al settore del riscaldamento domestico a legna e pellet, in corso in questi giorni a Verona.

Il problema della qualità dell’aria riguarda un po’ tutti i settori produttivi – ha esordito Fabio Romeo, Dirigente della Divisione inquinamento atmosferico e qualità dell’aria del MASE – e il settore del riscaldamento a biomassa legnosa è stato tra i primi ad attivare un impegno congiunto di imprese, associazioni, istituzioni e pubbliche amministrazioni per l’adozione di politiche di sistema. Nonostante il miglioramento della qualità dell’aria degli ultimi anni e la riduzione delle emissioni in atmosfera, non tutte le misure attuate hanno dato gli effetti sperati, a causa della difficoltà di adottare e attuare misure strutturali, soprattutto laddove le azioni individuate impattano sulla popolazione e i settori produttivi, e alla difficoltà oggettiva di modificare i comportamenti individuali”.

Per contribuire a cambiare passo, risolvendo le problematiche che ancora determinano difficoltà nel raggiungere obiettivi sempre più sfidanti, AIEL, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e le Regioni hanno avviato il primo tavolo di confronto sui temi del Protocollo d’intesa MASE-Regioni-AIEL. Il Protocollo, attivato nella prima versione nel 2017, è in fase di aggiornamento con l’obiettivo di renderlo uno strumento per individuare soluzioni operative in relazione a quattro tematiche: aggiornamenti normativi, prosecuzione e miglioramento dei sistemi incentivanti, campagne comunicative e maggiore coinvolgimento di installatori e manutentori, figure di riferimento nel rapporto con l’utente finale. La discussione si è concentrata in particolare nell’individuazione di possibili soluzioni e strumenti di supporto per affrontare le criticità del settore, in particolare: l’adozione di un sistema di messaggistica di avviso per la manutenzione, il miglioramento delle guide informative degli apparecchi e il popolamento dei catasti regionali degli impianti. Molta attenzione anche alle modalità per promuovere ulteriormente la qualità dei biocombustibili, compresa la legna da ardere autoprodotta, oltre alle nuove proposte normative relative al potenziamento di incentivi dedicati al turnover tecnologico come il Conto Termico, ma anche dei controlli sul territorio. Altro tema richiamato dalla discussione, quello dell’investimento sulla professionalizzazione degli operatori e di figure importanti come manutentori e spazzacamino.

Per quanto riguarda l’aggiornamento del PNIEC, che dovrà essere consegnato nella sua versione definitiva entro giugno di quest’anno dando seguito alle raccomandazioni della Commissione europea, Enrico Bonacci, parte della Segreteria tecnica del Dipartimento Energia del MASE, ha ricordato che sarà necessario ridurre i consumi nel settore civile (residenziale + terziario) al 2030 di circa 6 Mtep e le emissioni di circa 27 MtCO2eq rispetto al 2021. Si tratta di obiettivi ambiziosi che rendono necessario rafforzare ulteriormente le misure a sostegno del turnover tecnologico nel settore del riscaldamento a biomassa legnosa, in particolare detrazioni fiscali e Conto Termico.

L’aggiornamento del Conto Termico è fondamentale per raggiungere gli obiettivi – ha spiegato Bonacci – e per questo sarà presto avviata una consultazione online per capire quali siano i punti su cui è possibile migliorare secondo i vari portatori d’interesse. I punti fondamentali del Conto Termico 3.0 saranno l’estensione dei soggetti ammessi, l’ampliamento degli interventi ammissibili, anche con soluzioni che integrano varie tecnologie, e diverse novità che vanno nell’ottica di una semplificazione delle pratiche di accesso all’incentivo”.

La seconda sessione del convegno ha offerto un momento di confronto con gli operatori del settore rispetto alle criticità attuative delle misure di riduzione delle emissioni, a partire dalle criticità nelle fasi di accatastamento degli impianti e delle verifiche in opera.  Anche il tema della qualità dei biocombustibili è stato sottolineato con forza, in particolare della legna da ardere, che per essere sostenibile dovrebbe sempre garantire un quantitativo idrico inferiore al 20%. Grande attenzione anche al tema delle difficoltà quotidiane incontrate “sul campo” da installatori, manutentori e fumisti e al tema critico delle ispezioni e dei controlli.

In chiusura dell’incontro, i rappresentanti delle Regioni Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Umbria, Campania, Puglia, Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano hanno avuto l’occasione di confrontarsi sulle misure lanciate nel corso della mattinata. Un confronto costruttivo che ha chiaramente evidenziato la visione comune delle Regioni circa l’importanza di disciplinare il settore con provvedimenti specifici. Le priorità sono molteplici: favorire il popolamento dei catasti informatici regionali in modo da garantire una tracciabilità delle vendite per le amministrazioni, garantire un sistema efficiente ma efficace di ispezioni, controlli ed eventuale erogazione di sanzioni, continuare a promuovere i bandi di rottamazione dei vecchi apparecchi obsoleti in modo da favorire il processo virtuoso di turnover tecnologico che ha prodotto negli ultimi dieci anni una riduzione importante delle emissioni. Infine, il richiamo all’importanza di continuare a sensibilizzare i cittadini con apposite campagne di comunicazione perché il loro comportamento è fondamentale per garantire un riscaldamento a biomasse sostenibile ed efficiente, amico dell’ambiente e della qualità dell’aria.

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