La Santa Sede accelera sulla transizione energetica con un progetto che integra fotovoltaico, agricoltura e tutela del territorio
La transizione energetica entra ufficialmente anche nei piani della Santa Sede. Il Vaticano ha infatti avviato un nuovo progetto agrivoltaico nell’area extraterritoriale di Santa Maria di Galeria, alle porte di Roma, grazie a un accordo siglato con Acea e altri soggetti istituzionali coinvolti nell’iniziativa.
L’obiettivo è sviluppare un modello capace di coniugare produzione di energia rinnovabile, attività agricola e valorizzazione del territorio, in linea con i principi di sostenibilità promossi negli ultimi anni dalla Chiesa cattolica.
Fotovoltaico e agricoltura sullo stesso terreno
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto agrivoltaico, una soluzione che consente la coesistenza tra produzione agricola e generazione di energia solare.
A differenza degli impianti fotovoltaici tradizionali a terra, l’agrivoltaico permette di mantenere attive le coltivazioni sotto o tra le strutture di sostegno dei moduli, evitando il consumo permanente del suolo agricolo e favorendo una gestione più efficiente delle risorse.
Una tecnologia che sta trovando sempre maggiore diffusione in Europa e che viene considerata uno degli strumenti più interessanti per conciliare gli obiettivi di decarbonizzazione con la tutela del paesaggio e delle attività agricole.
Il protocollo d’intesa
Il passo decisivo è arrivato il 10 giugno con la firma di un protocollo d’intesa che coinvolge il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), la Fondazione Fratello Sole e Acea.
L’accordo punta a definire un percorso comune per la progettazione e lo sviluppo dell’impianto, con particolare attenzione agli aspetti energetici, ambientali e agricoli.
L’iniziativa rappresenta una delle prime applicazioni concrete delle indicazioni contenute nel motu proprio “Fratello Sole”, con cui Papa Francesco aveva invitato la Santa Sede ad accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili e a ridurre la propria impronta ambientale.
L’eredità ecologica di Papa Francesco
La nascita della Fondazione Fratello Sole, sostenuta da Papa Leone XIV, si inserisce nel percorso avviato negli anni precedenti con le encicliche Laudato si’ e Laudate Deum, documenti che hanno posto al centro del dibattito il rapporto tra sviluppo umano, ambiente e cambiamento climatico.
L’impianto agrivoltaico di Santa Maria di Galeria rappresenta quindi non solo un intervento infrastrutturale, ma anche un progetto simbolico che traduce in azioni concrete l’impegno della Santa Sede verso la sostenibilità energetica.
Un laboratorio di innovazione per la Capitale
Per Roma, il progetto rafforza ulteriormente il ruolo della città come polo di sperimentazione per le tecnologie legate alla transizione energetica.
L’integrazione tra agricoltura, produzione elettrica e gestione sostenibile del territorio rappresenta infatti uno dei modelli più promettenti per lo sviluppo delle energie rinnovabili nei prossimi anni.
Con questa iniziativa, il Vaticano entra direttamente tra gli attori impegnati nella diffusione delle tecnologie pulite, contribuendo alla crescita di un settore strategico per il raggiungimento degli obiettivi climatici europei.



