In Portogallo è entrata nel vivo la stagione della decortica 2026, il periodo dell’anno in cui le querce da sughero vengono liberate della loro corteccia per avviare la produzione di uno dei materiali naturali più versatili e sostenibili al mondo. Un passaggio che, per il gruppo Amorim, leader globale nelle chiusure per vino, va ben oltre la semplice attività agricola: è un processo che intreccia tradizione, competenze artigianali e ricerca ambientale.
La campagna, iniziata a metà maggio, proseguirà fino alla fine di luglio e si preannuncia in linea con l’andamento medio dell’ultimo decennio. Si tratta di un’operazione altamente specializzata che richiede esperienza e precisione, durante la quale la corteccia viene rimossa senza danneggiare l’albero. Una pratica antica, tramandata nel tempo, che permette alla quercia da sughero di attivare un intenso processo di rigenerazione naturale.
Proprio dopo la decortica, infatti, l’albero incrementa la propria capacità di assorbire anidride carbonica, che può aumentare fino a cinque volte. Le foreste di sughero del Mediterraneo diventano così ecosistemi strategici nella lotta ai cambiamenti climatici e alla desertificazione, svolgendo un ruolo ambientale di primo piano.
In questo contesto si inserisce anche il nuovo studio di valutazione del ciclo di vita (LCA) condotto da Amorim, realizzato secondo la norma ISO 14067. L’analisi conferma che il tappo in sughero è l’unica chiusura per vino con un bilancio di carbonio negativo all’interno dei confini del sistema analizzato. In altre parole, lungo il suo ciclo produttivo “dalla foresta al cancello dello stabilimento”, il prodotto è in grado di trattenere più CO₂ di quanta ne venga emessa per la sua realizzazione, rafforzando il ruolo del sughero come soluzione sostenibile per il settore enologico e non solo.
“Dietro ogni tappo in sughero c’è un patrimonio naturale unico e una filiera costruita sul rispetto della foresta – ha dichiarato Daniele Stangherlin, direttore commerciale di Amorim Cork Italia – La decortica rappresenta uno dei momenti più significativi di questo equilibrio: un gesto che sostiene la pianta e ne stimola la capacità rigenerativa. È anche grazie a questo processo che il sughero si conferma una delle soluzioni più sostenibili e performanti per la conservazione del vino”.
Un materiale rinnovabile
I tempi della natura restano centrali in questo ciclo produttivo: servono circa 25 anni dalla piantumazione affinché la quercia possa essere sottoposta alla prima decortica, e oltre 40 anni perché produca sughero idoneo alla fabbricazione dei tappi. Un materiale rinnovabile che può essere raccolto ciclicamente ogni nove anni per più di due secoli.
Parallelamente, Amorim continua a investire nella tutela delle sugherete, con l’obiettivo di piantare complessivamente 1,5 milioni di nuovi alberi entro il 2030. L’azienda porta avanti anche attività di ricerca sulle possibili applicazioni delle ghiande, puntando a valorizzare ulteriormente le risorse dell’ecosistema mediterraneo.
In questo scenario, la decortica si conferma non solo una fase produttiva, ma un rituale che si rinnova ogni anno: un gesto antico che, unito a innovazione e ricerca, trasforma il sughero in un alleato concreto per la sostenibilità ambientale.



