Rinnovabili offshore, potenziale di oltre 450 GW nella roadmap UE

Il potenziale delle energie rinnovabili offshore in Europa è grande e copre il Mare del Nord, il Mar Baltico, il Mar Nero, il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico”. A sostenerlo è la Commissione Europea nella roadmap che accompagna la definizione della sua futura strategia per l’energia pulita in mare.

Finito il periodo di consultazione pubblica, il documento dovrebbe essere pronto nel giro di qualche settimana e affrontare le principali questione sul tema: dall’accesso alle risorse marine, alla cooperazione regionale e internazionale, dagli investimenti al trasferimento tecnologico dei progetti. “L’energia rinnovabile offshore – si legge nella tabella di marcia – ha un significativo potenziale di crescita sostenibile e inclusiva in tutta l’UE, che sta acquisendo ancora più importanza nel contesto delle misure di recupero COVID-19″.

Gli obiettivi sono molteplici come la fonti da sviluppare. Si va dall’energia eolica per la quale Bruxelles stima una capacità sfruttabile di 450 GW entro la metà del secolo, all’energia delle onde, delle correnti e delle maree.

Al centro del Green Deal europeo, la strategia per le rinnovabili offshore punta tutto su innovazione e collaborazione, come spiega in una nota lo stesso esecutivo UE: “Solo un cambiamento radicale nella cooperazione regionale tra gli Stati membri e il coordinamento europeo consentirà di sfruttare le energie rinnovabili offshore dell’UE fino alla capacità necessaria entro il 2050 in modi efficienti in termini di costi, sostenibili e coesi. Gli ostacoli da superare per realizzare questo cambiamento radicale riguardano la pianificazione della rete, gli accordi di mercato, i progetti comuni, la riduzione dei rischi, la ricerca e l’innovazione, anche nei nuovi modelli di business”.

Secondo quanto riportato nella roadmap, la strategia energetica offshore studierà come sfruttare al meglio l’enorme potenziale di diffusione delle rinnovabili in mare in modo sostenibile e in linea con il principio del “non danneggiare”. Proporrà percorsi strategici e individuerà azioni a livello europeo, (trans)nazionale e regionale per promuovere una diffusione e un’integrazione ambiziose e sostenibili per queste fonti entro il 2030 e il 2050.

 

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