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Rete Clima: in due anni vicini al traguardo dei 100.000 alberi piantati con la campagna Foresta Italia

Circa 100.000 piante messe a dimora, 18 regioni d’Italia coinvolte, 90 attività svolte con le aziende in aree urbane ed extraurbane del territorio nazionale. E ancora: la creazione delle BioForest, l’inaugurazione del primo Biodiversity Lab, l’avvio di un programma di donazioni per le foreste e la realizzazione di soluzioni tecnologiche per difendere il patrimonio verde d’Italia.

Sono alcuni dei risultati con cui festeggia due anni Foresta Italia, la Campagna nazionale forestale promossa da Rete Clima in collaborazione con Coldiretti e PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Transizione Energetica e dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Partita nella primavera del 2022 facendo tesoro di oltre 10 anni di precedenti attività forestali in Italia, la Campagna è nata con l’obiettivo di valorizzare una serie di azioni a vantaggio delle foreste nazionali e della loro vitalità promuovendo vere e proprie NBS (Nature Based Solutions): si tratta di soluzioni capaci di migliorare qualitativamente il territorio nazionale, la connessione ecologica e la vita dei cittadini, tutelando la biodiversità e contrastando il riscaldamento climatico.

Foresta Italia, ad oggi, ha visto il coinvolgimento di oltre 80 aziende e enti (numero quasi triplicato rispetto al 2022, quando erano 30), rafforzando un percorso sinergico tra pubblico e privato nel realizzare azioni concrete di lotta al cambiamento climatico, per promuovere il capitale naturale, utilizzando modelli di sviluppo sostenibile e raggiungendo gli SDGs (Sustainable Development Goals 2030) definiti dalle Nazioni Unite come obiettivi globali entro il 2030.

Fondamentale anche il coinvolgimento dei Parchi Nazionali e Regionali che hanno ospitato decine di interventi di forestazione: il Parco Naturale Regionale delle Madonie (Sicilia), l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio (Campania), il Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino (Trentino Alto Adige), il Parco Regionale Urbano di Aguzzano (a Roma), il Parco Urbano di Gangi (in provincia di Palermo), il Parco Regionale Campo dei Fiori (in provincia di Varese), il Bosco di Pieve Piegaro (in provincia di Perugia).

“Festeggiamo il secondo anno di attività di Foresta Italia, la Campagna nazionale che ha ormai dimostrato una straordinaria capacità di raccogliere e coordinare gli impegni forestali delle Aziende, una capillarità di interventi su svariati territori nazionali, una importante variabilità di azioni e di progetti tecnici e infine una particolare attenzione al tema della tutela della biodiversità – ha affermato Paolo Viganò, Presidente e fondatore di Rete Clima – Il progetto BioForest, al cui interno troviamo le Tiny Forest, e il Biodiversity Lab sono due modelli esemplificati del nostro impegno costante verso le foreste nazionali che va oltre la semplice piantagione di alberi, ma che si orienta verso la creazione di ecosistemi biodiversi e resilienti agli stress ambientali, dei veri hotspot di biodiversità sui territori locali”.

“Le foreste sono fondamentali per il nostro futuro: le nuove piantagioni arboree e la gestione sostenibile delle foreste esistenti sono due obiettivi del lavoro del PEFC che si occupa, attraverso lo strumento della certificazione, di promuovere e comunicare le buone pratiche nel settore forestale, agroforestale e del verde urbano – ha dichiarato Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia – Con la corretta cura delle nuove piantagioni e la buona gestione delle foreste si garantisce la costante e sicura fornitura di servizi ecosistemici, come la protezione idrogeologica, il sequestro di carbonio, la conservazione delle risorse idriche, la tutela della biodiversità, fino alle funzioni turistico ricreative. Da soli però non saremmo stati ugualmente efficaci come nel creare questa compagine virtuosa, fatta da partner che credono nella squadra, con l’obiettivo di migliorare gli ecosistemi forestali e le connessioni ecologiche, per meglio affrontare le sfide ambientali contemporanee nel nostro Paese”.

“La vivaistica forestale in Italia deve essere conforme alla normativa 386, e quindi le piante arboree devono possedere la certificazione di provenienza del seme, che ne garantisce la genetica. La certificazione avviene attraverso il rilascio di documentazione da parte del vivaio regionale, motivo per il quale è sempre più necessaria la collaborazione tra pubblico e privato a garanzia degli impianti forestali e dei rimboschimenti. Sempre più attenzione deve essere posta all’ambito fitosanitario, con l’utilizzo del passaporto fitosanitario siamo in grado di garantire la sanità delle nostre piante. La Consulta del Florovivaismo di Coldiretti evidenzia da sempre quanto sia importante la pianificazione delle coltivazione e quindi l’applicazione dei contratti di coltivazione, visto anche il grande impegno di Coldiretti nel rilanciare la vivaistica forestale per far fronte alle importanti sfide che ci attendono per il nostro ambiente”, ha aggiunto Nada Forbici, Coordinatore Consulta nazionale Florovivaismo Coldiretti.

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