Report: i produttori di litio sentono l’effetto dell’eccesso di offerta di materie prime

I prezzi del litio hanno continuato a scendere per tutto il mese di ottobre, raggiungendo per la prima volta una cifra sotto gli 8,200 dollari per carbonato di litio. Lo rivela la nuova edizione del report Roskill’s Lithium Outlook to 20‌28 (Roskill è società specializzata in analisi di mercato). I produttori di litio, in particolare, continuano a sentire gli effetti dell’eccesso di offerta di materie prime.

Secondo il report, la pressione sui margini dei produttori di spodumene (minerale di pirosseno costituito da inosilicato di alluminio al litio) ha visto ulteriori riduzioni della produzione, con il progetto Albemarle dell’australiana Mineral Resources Ltd (tra i più grandi specialisti mondiali di litio) momentaneamente in fase di manuntenzione.

In generale, i ritardi nella costruzione e nella messa in servizio della capacità di lavorazione del litio in Australia e Cina hanno indebolito la crescita della domanda prevista per le materie prime, mentre un rallentamento nell’assorbimento di veicoli elettrici e ibridi e la relativa domanda di stoccaggio della batteria hanno influenzato ulteriormente la crescita della domanda a monte.

Nonostante il rallentamento, si prevede che la domanda di litio mostrerà una forte crescita a lungo termine, poiché gli inventari delle scorte si riducono e l’eventuale domanda di veicoli elettrici si materializza, offrendo opportunità negli anni dopo il 2020.

 

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