Packaging “plastic free”, le previsioni di FutureBrand

Nell’ambito del dibattito sull’emergenza climatica – mai stato così acceso come da un anno a questa parte – un ruolo preminente lo gioca anche l’impegno a implementare politiche per un mondo “plastic free”. Una vera e propria scelta etica e filosofia di vita.

L’attenzione mediatica verso l’inquinamento dei mari dove galleggiano vere e proprie isole di rifiuti (secondo la Ellen MacArthur Foundation, nel 2050 ci sarà più plastica che pesce negli oceani), ha portato la questione a livello globale.

Del tema si è occupata di recente anche FutureBrand (Network globale di consulenza di branding e innovazione, parte di Interpublic Group). Dal suo osservatorio dei trend che influenzano e modificano i consumi a livello mondiale, la sede italiana del network ha trattato il tema pensando al packaging del futuro: impilabile, intelligente, sensibile, in grado di comunicare con il frigorifero e di controllare l’integrità degli alimenti che contiene. E con una certezza: non sarà di plastica!

Secondo l’analisi di FutureBrand, l’industria si sta muovendo verso un sistema più sostenibile, per esempio con la creazione di buste e altri imballaggi più semplici da riciclare o con soluzioni che mantengono i materiali non riciclabili il più a lungo possibile fuori dal flusso di rifiuti. E non solo: il packaging sostenibile diventa uno strumento di marketing per condividere la coscienza ecologica della marca. In breve, il riciclo può diventare un elemento di coolness dei brand, entrando come ingrediente base nel processo creativo e di design.

Chiudiamo riassumendo i quattro step individuati da FutureBrand per raggiungere lo status di brand sostenibile:

  • RACCONTARE UNA STORIA
    Come ha fatto G-Star, il brand di abbigliamento che con la sua linea Raw, toglie plastica dai mari e racconta una storia avvincente e positiva con un testimonial d’eccezione: Pharrel Williams (nella foto).
  • INNOVARE, SEMPRE
    Carlsberg abbandona i cerchietti di plastica che tengono insieme le sue lattine di birra. Al loro posto, unisce tra loro le lattine con una colla speciale, ovviamente, biocompatibile. Procter & Gamble ha siglato una partnership con Terracycle, lo specialista del riciclo statunitense, per produrre la prima bottiglia di shampoo “Head and Shoulders” con plastica oceanica.
  • IL DESIGN DEL RICICLO
    L’Oréal ha lanciato Seed Phytonutrients, una linea di prodotti di bellezza ecosostenibile. I flaconi contengono il 60% in meno di plastica rispetto agli imballaggi standard. Lo strato esterno è realizzato in carta riciclabile, compostabile e impermeabile, mentre l’interno è in plastica riciclata alimentare.
  • PARLARE
    Con il claim: “I migliori caffè del mondo, in un modo che è il migliore per il mondo“, la start-up inglese Halo produce caffè premium confezionato in capsule biodegradabili dimostrando che praticità e sostenibilità possono convivere. Le capsule fatte di bambù e pasta di carta e si dissolvono completamente in 90 giorni, senza alcun compostaggio industriale
Previous articleTiscali, impianto fotovoltaico sui tetti del campus di Sa Illetta
Next articleUFLEX, impianti fotovoltaici, batterie e supercondensatori