L’Unione europea lancia piano su materie prime per ripresa economica

Nei giorni scorsi, la Commissione Europea ha presentato un piano e lanciato un’alleanza con l’industria del continente per ridurre la dipendenza dell’Ue dalle importazioni di 30 materie prime critiche, come il litio utilizzato nelle batterie. Il piano – riporta l’agenzia Ansa – prevede dieci azioni per sviluppare recupero e uso circolare delle risorse che sono essenziali per rilanciare l’economia europea. Sono infatti necessarie in quasi tutti i 14 settori (che rappresentano il 70% del valore aggiunto Ue) individuati dalla Commissione come cruciali nei piani per la ripresa del Recovery fund.

Il piano ha anche l’obiettivo di rafforzare l’approvvigionamento interno di materie prime nell’Ue, potenziando le attività estrattive e diversificando le fonti di approvvigionamento da paesi terzi con partenariati strategici e finanziamenti ad essi associati. La Commissione istituirà già nelle prossime settimane un’Alleanza europea per le materie prime con l’obiettivo prioritario di migliorare la presenza dell’industria Ue nelle catene del valore delle cosiddette ‘terre rare’ e dei magneti, vitali per molti settori innovativi dell’economia europea, come l’energia rinnovabile, la difesa e spazio.

Un’esigenza che si fa più urgente con i piani per l’economia verde della Commissione Ue: secondo le stime dell’Esecutivo per arrivare ad azzerare le emissioni nel 2050, l’Europa aumenterà di 56 volte i consumi di litio, di oltre dodici volte quelli di cobalto e grafite, di quattro volte quelli di nichel, tutti materiali utilizzati per costruire batterie, celle a combustibile, turbine eoliche e pannelli fotovoltaici.

L’Unione europea identificherà le opportunità di estrazione mineraria per le materie prime critiche in Europa, litio in testa, e si dice “pronta a dialogare con le comunità locali e le aziende” coinvolte. Lo ha detto il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, presentando il piano a Bruxelles.

La nostra ambizione è fare dell’Europa il continente leader nella transizione digitale e verde e per questo sono necessarie le materie prime“, ha spiegato Breton, evidenziando la necessità dell’Ue di “sviluppare la propria capacità di estrazione, lavorazione, riciclaggio, raffinazione e separazione delle terre rare”. Da un punto di vista geo-politico, “non è la fine della globalizzione“, ha rassicurato il francese. “E’ un errore pensare che stiamo entrando in una fase in cui ogni Continente sarà in grado di produrre tutto autonomamente, ma vediamo accendersi crescenti tensioni, viviamo in un mondo in cui le cose si stanno facendo sempre più difficili e dobbiamo essere pronti“, ha precisato.

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