ITALIA SOLARE ricorre presso il TAR del Lazio contro il capacity market

ITALIA SOLARE ha deciso di procedere con un ricorso presso il TAR Lazio contro il capacity market, la disciplina del sistema di remunerazione della disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica, approvato il 28 giugno 2019 nella precedente legislatura dal Ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio.

Per questo motivo il Presidente, Paolo Rocco Viscontini, ha pubblicato una lettera aperta in cui invita tutte le persone sensibili a fare una “donazione utile per coprire le conseguenti spese legali che indicativamente si valutano intorno a 7.000 (settemila) euro”. Per trasparenza preciso – continua Viscontini nella lettera – che i fondi che eventualmente avanzeranno saranno destinati alla copertura di campagne di comunicazione volte a informare gli italiani sulla bontà o meno dei provvedimenti dedicati al fotovoltaico fatti dal nuovo governo. L’attività di raccolta ed impiego dei fondi sarà oggetto di apposito rendiconto e relazione nel corso delle consuete riunioni assembleari.

Perché un ricorso contro il capacity market?

Il capacity market è un provvedimento che crea diritti acquisiti (incentivi) da 1,75 miliardi di euro all’anno per 15 anni a favore dei produttori di energia da fonte fossile. È stato approvato, con una velocità sorprendente rispetto ai tempi ministeriali, giusto 2 giorni prima che entrasse in vigore la legge europea che consente di adottare il capacity market solo dopo aver dimostrato di aver fatto tutto quanto possibile per sviluppare le rinnovabili, dimostrazione che il Ministero dello Sviluppo Economico non ha mai fornito.

Ci dicono e vogliono farci credere che senza il capacity market non è possibile né spegnere le centrali a carbone (previste tra l’altro entro il 2025) né sviluppare le rinnovabili. Nonostante le nostre numerose richieste, sia al Ministero competente sia alla Commissione Europea, non abbiamo mai ricevuto risposte soddisfacenti ma sempre solo slogan e numeri senza spiegazioni documentate.

Non abbiamo riscontrato la trasparenza e chiarezza che non solo sarebbe stata dovuta per semplice buon senso ma anche per rispettare le regole previste in materia di consultazioni.

Non è accettabile impegnare gli italiani con spese da 1,75 miliardi di euro all’anno per i prossimi 15 anni senza fornire le adeguate informazioni e garantire la dovuta trasparenza, tanto più che gli incentivi alle fonti fossili previsti dal capacity market saranno reperiti dalla bolletta elettrica e quindi graveranno sui nostri portafogli.

Esistono valide alternative al capacity market

Pensiamo che ci siano soluzioni diverse che possano garantire il servizio energia e la sicurezza del sistema a tutti garantendo lo sviluppo delle rinnovabili, fotovoltaico in primis: comunità energetiche, demand response, partecipazione del fotovoltaico e degli accumuli al mercato elettrico.

Sappiamo che tutti gli ultimi governi dal 2012 a oggi, proprio tutti, incluso l’ultimo, si sono distinti in quanto a leggi pro fossili e anti rinnovabili. Intendiamo vigilare sulle attività del governo che si sta insediando, e l’unico modo è farsi sentire attraverso i principali media nazionali e i canali social media. Ma senza il tuo aiuto non riusciremo.

Grazie per quel che puoi fare, il tuo contributo è importante!”

Paolo Rocco Viscontini

Presidente ITALIA SOLARE

Istruzioni per la donazione

Per effettuare la donazione ti chiedo la gentilezza di effettuare un bonifico sul conto corrente dell’associazione:

IBAN: IT13W0501811100000012068920

Intestato a: Associazione ITALIA SOLARE

Causale: Donazione per ricorso contro il capacity market e per attività di comunicazione

La donazione è detraibile sulla base delle seguenti disposizioni di legge:

  • erogatore persona fisica: detrazione dall’IRPEF pari al 30% delle erogazioni in denaro (o in natura) per un importo complessivo della donazione non superiore a 30.000,00 € annui. La detrazione è consentita a condizione che (per le erogazioni in denaro) il versamento sia eseguito tramite banche o uffici postali, nonché altri sistemi che ne garantiscono la tracciabilità (previsti dall’art. 23 del d.lgs. n. 241 del 1997). In alternativa, alla precedente agevolazione, è prevista la possibilità di dedurre la liberalità effettuata dal reddito complessivo netto nei limiti del 10% del dichiarato (misura che risulta senz’altro più conveniente nel caso di soggetto con aliquote marginali IRPEF superiori al 30%). Se la deduzione supera il reddito complessivo netto (vale a dire al netto di tutte le deduzioni) l’eccedenza può essere portata in avanti nei quattro periodi d’imposta successivi, fino a concorrenza del suo ammontare. Entrambi i regimi di detrazione/deduzione non sono cumulabili né fra di loro, né con altre analoghe agevolazioni fiscali, previste a fronte delle medesime erogazioni liberali;
  • erogatore ente o società: è possibile la sola deduzione delle erogazioni in denaro (o in natura) nei limiti del 10% del reddito complessivo dichiarato, con la possibilità di riporto in avanti dell’eventuale eccedenza fino al IV periodo successivo.