Il MIC di Milano ospita rassegna di film legati a tematiche ambientali

Continua l’accordo di collaborazione siglato da Fondazione Cineteca Italiana con il Festival CinemAmbiente con lo scopo di programmare un appuntamento fisso mensile dedicato a film e documentari che esplorano le tematiche ambientali.

Il festival, fondato e diretto da Gaetano Capizzi e organizzato dall’Associazione Cinemambiente e dal Museo Nazionale del Cinema a Torino, ha da vent’anni l’obiettivo di presentare i migliori film e documentari ambientali a livello internazionale e contribuire, con attività che si sviluppano nel corso di tutto l’anno, alla promozione del cinema e della cultura ambientale.

La rassegna Cinema is the Future intende esplorare, tramite la potenza delle immagini, le tematiche legate all’ambiente, proponendo incontri di riflessione e dibattito che possano diventare un vero e proprio Osservatorio sull’Ambiente e sul Cinema sull’Ambiente nell’area del milanese.

I film della rassegna, appartenenti alla library del Festival CinemAmbiente, esplorano attraverso diversi punti di vista gli argomenti più attuali: dalla smisurata produzione di plastica all’inquinamento ormai irreversibile degli oceani, dal surriscaldamento globale alla lotta allo spreco.

Il progetto vede anche la partecipazione del movimento Fridays For Future di Milano, che arricchirà le proiezioni con momenti di dibattito e di riflessione intorno alle tematiche affrontate dai film. Non a caso le proiezioni si tengono tutte a Milano- presso la sala cinematografica del MIC – Museo Interattivo del Cinemaal venerdì, giorno dedicato alla lotta per l’ambiente (scelto per gli scioperi globali sul clima dagli attivisti di Fridays For Future).

I primi film della rassegna proiettati, rispettivamente, a novembre e dicembre 2019 sono state le opere francesi Global Thermostat e Océans, le Mystère plastique.

Il prossimo appuntamento-  venerdì 24 gennaio alle ore 19 presso il MIC – è con il documentario Useless di Rakel Garðarsdóttir e Agusta M. Olafsdottir (Islanda 2018): la storia di una giovane madre islandese che ha cercato di analizzare il problema sociale e ambientale della massiccia produzione di rifiuti per capire quali cambiamenti attuare nel proprio quotidiano. In particolare la sua attenzione si concentra sugli sprechi nel consumo alimentare e nell’industria della moda. Attraverso interviste con vari esperti, designer, attivisti e manager industriali, oltre a far luce sul problema, vengono offerte soluzioni efficaci, in grado di portare a una significativa riduzione degli sprechi.

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