Geotermie a impatto zero, l’esempio di un piccolo comune toscano

Sullo sfondo dei cambiamenti climatici e soprattutto dell’enorme dibattito che essi hanno imposto nella società, si staglia fulgido anche l’esempio di un piccolo comune della provincia di Siena. Il tema è quello delle innovative geotermie ad impatto zero.

Questa mattina si è svolto al Senato della Repubblica (presso la Sala Caduti di Nassiriya) un incontro nel quale il sindaco di Abbadia San Salvatore, Fabrizio Tondi, ha raccontato il caso di un comune che ha pagato prezzi importanti per rifiutare in questi anni la geotermia inquinante ma che ha contemporaneamente affermato con chiarezza di voler ospitare un impianto di geotermia a reiniezione totale che sarà collocato nell’area industriale del comune amiatino.

All’evento sono intervenuti, tra gli altri, anche il Sen. Gianni Girotto – Presidente della Commissione Industria del Senato – e Fabio Roggiolani. Quest’ultimo è un rappresentante della associazione Giga no profit, la prima in Italia a battersi per la riconversione dei sistemi geotermici a ciclo aperto e inquinanti, verso gli impianti a ciclo binario e a reiniezione totale. Dall’approvazione delle legge del 2010 che ha disciplinato il rinnovamento della geotermia in Italia, il primo impianto a giungere alla fase conclusiva dell’iter di approvazione è stato quello di Abbadia San Salvatore. Il tutto immediatamente dopo l’elezione a sindaco di Fabrizio Tondi, storico oppositore della geotermia inquinante.

Nella conferenza stampa sono stati illustrati gli elementi innovativi dell’impianto stesso e lo sviluppo scientifico verso altre tipologie di impianto ad impatto zero, nonché il primo elenco dei comuni che hanno detto sì ai nuovi impianti ad energie rinnovabili.

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