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Forum Energia di Legambiente: “L’eolico non può più aspettare”

L’Emilia-Romagna deve accelerare sulla produzione di energia pulita e superare ritardi e ostacoli che continuano a frenare la realizzazione di nuovi impianti. In particolare, risulta difficile comprendere come progetti strategici per l’eolico offshore tra Ravenna e Rimini siano ancora in attesa di sviluppi, mentre il rigassificatore di Ravenna abbia ottenuto l’autorizzazione in appena sei mesi.

Il messaggio è stato lanciato ieri a Cesena al Forum Energia promosso da Legambiente Emilia-Romagna, un momento di confronto dedicato al futuro energetico del territorio regionale che ha riportato al centro del dibattito il tema della transizione ecologica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili, con particolare attenzione al settore eolico.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con Magis, Gruppo Fera e Agnes, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, tecnici ed esperti del settore energetico. Tra i protagonisti del dibattito anche il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e diversi rappresentanti del mondo energetico e delle amministrazioni locali.

Goletta Verde a favore dell’eolico offshore

A fare da cornice all’appuntamento anche un’iniziativa simbolica di Goletta Verde 2026: l’imbarcazione storica di Legambiente, in navigazione lungo la costa romagnola, ha organizzato un blitz al largo di Ravenna davanti a un impianto di estrazione di gas metano. Lo striscione esposto riportava un messaggio chiaro: “No alle trivelle, sì alle rinnovabili e all’eolico offshore nell’Alto Adriatico”.

“Anche quest’anno il passaggio di Goletta Verde è un’occasione per mettere in luce la situazione preoccupante della politica energetica dell’Emilia-Romagna – dichiara Davide Ferraresi, presidente Legambiente Emilia-Romagna – Il rigassificatore di Snam a Ravenna, avviato a maggio del 2025 con una capacità di 5 miliardi di metri cubi/anno, è un chiaro segno di politiche che vanno nella direzione opposta a quella necessaria per contrastare crisi climatica, energetica e sociale. L’Emilia-Romagna deve impegnarsi ad investire in politiche di accelerazione delle rinnovabili, senza porre limiti burocratici tout court e spingere il Governo a sbloccare i progetti di eolico offshore che ancora aspettano le aste, per poter raggiungere gli obiettivi nazionali previsti per il 2030 e cercare di arrivare alla totale produzione e consumo energetico da fonti rinnovabili.”

In Emilia-Romagna, nonostante una crescita delle fonti verdi, il peso delle energie fossili resta ancora predominante. Nel 2024 il 68,5% dell’energia prodotta nella regione è arrivato da fonti fossili, mentre le rinnovabili hanno coperto meno di un quarto dei consumi elettrici regionali.

Per Legambiente il potenziale dell’eolico offshore rappresenta una delle principali occasioni ancora inespresse. Tra i progetti già valutati positivamente figurano l’Hub Energetico Agnes Romagna 1 e 2, con una capacità complessiva di 700 MW di eolico fisso e 100 MW di fotovoltaico galleggiante, oltre al parco eolico di Rimini da 330 MW. Entrambi, tuttavia, risultano ancora in attesa delle aste necessarie per definire la remunerazione degli operatori.

Restano inoltre criticità anche per gli impianti eolici sulla terraferma. Legambiente punta il dito contro alcuni vincoli introdotti dalla normativa regionale sulle aree idonee, considerati troppo restrittivi, e contro i contenziosi aperti con regioni confinanti che rischiano di rallentare ulteriormente lo sviluppo degli impianti già autorizzati.

Dal Forum di Cesena emerge dunque una richiesta precisa: imprimere una svolta concreta alle politiche energetiche regionali per non compromettere il raggiungimento degli obiettivi fissati al 2030.

“La direzione in cui si sta muovendo il mondo è chiara, quest’anno gli investimenti sulle fonti rinnovabili sono state quasi il doppio di quelle fossili – dichiara Stefano Ciafani, presidente Legambiente – Per uno sviluppo sostenibile bisogna smetterla di cercare false soluzioni e investire sull’energia pulita delle rinnovabili, l’unica strada che può garantire crescita economica, aumento dei posti di lavoro e riduzione dei costi energetici. Non possiamo continuare ad aspettare lungaggini burocratiche che non fanno altro che rallentare la corsa agli obiettivi europei del 2030. I due progetti di eolico offshore approvati in Emilia-Romagna e ancora fermi sono l’esempio lampante di un paese che ancora fatica ad avere una visione sostenibile del futuro. Dobbiamo accelerare i tempi, e dobbiamo iniziare subito”.

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