Enel, nei primi nove mesi del 2022 ulteriori investimenti nelle rinnovabili

Enel ha chiuso i primi nove mesi del 2022 con ricavi a 108.177 milioni di euro, in aumento dell’84% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La variazione positiva – riporta un comunicato della società – è riconducibile a tutti i Settori di Business, principalmente per le maggiori quantità di energia elettrica e gas vendute a prezzi medi crescenti e per le maggiori quantità di energia elettrica prodotte. La variazione risente inoltre dei proventi realizzati dalla cessione parziale della partecipazione in Ufinet e dalla cessione di alcune società del perimetro di Enel X.

Il margine operativo lordo ordinario è pari a 12.671 milioni di euro (12.7702 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, -0,8%). La minore marginalità registrata nei Mercati Finali e in Enel Green Power, rispettivamente, per i maggiori costi di approvvigionamento e per effetto della significativa riduzione della produzione da fonte idroelettrica dovuta alla scarsa idraulicità, è stata solo parzialmente compensata dall’incremento del margine nella Generazione Termoelettrica e Trading.

Il risultato netto ordinario del Gruppo è di 2.977 milioni di euro (3.289 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, -9,5%), mentre il risultato netto è di 1.759 milioni di euro (2.505 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, -29,8%).

I risultati dei primi nove mesi del 2022 dimostrano la resilienza del Gruppo Enel, che, grazie alla robustezza del proprio modello di business integrato e alla sua diversificazione geografica, conferma la previsione di EBITDA ordinario per il 2022 nonostante l’avverso contesto geopolitico, energetico ed economico.” – ha commentato il ceo Francesco Starace – “Proseguiamo i nostri investimenti nelle rinnovabili e nelle reti per accelerare la transizione verso fonti di energia sempre più sostenibili e favorire l’indipendenza energetica nei Paesi in cui operiamo, contribuendo a ridurre la volatilità dei prezzi a tutela dei clienti finali“.

La positiva evoluzione della performance operativa, la nostra solidità finanziaria e il piano di semplificazione societaria in atto ci consentono di guardare con ottimismo agli obiettivi futuri, anche in previsione del perdurare di un quadro generale complesso.” – ha aggiunto – “Sulla base di queste premesse, confermiamo la nostra politica di remunerazione degli azionisti per il 2022, che prevede un dividendo complessivo di 0,40 euro per azione, con un acconto in crescita del 5,3% rispetto a quello distribuito lo scorso gennaio“.

Confermata la previsione di margine operativo lordo ordinario tra 19,0 e 19,6 miliardi di euro per il 2022, grazie alla diversificazione geografica del Gruppo; rivista la previsione dell’Utile netto ordinario di Gruppo per il 2022 tra 5,0 e 5,3 miliardi di euro, prevalentemente per un minore contributo dei business in Italia rispetto a quelli delle altre geografie di presenza del Gruppo, con una conseguente maggiore incidenza delle minoranze sull’Utile netto ordinario di Gruppo, nonché per una pressione fiscale attesa a fine 2022, in particolare in Spagna, maggiore rispetto alle previsioni. L’Indebitamento finanziario netto per il 2022 è atteso a un massimo di circa 62 miliardi di euro.

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