Enel e Fca: “Italia in prima fila nel mercato mondiale dell’auto elettrica”

L’Italia può essere “in prima fila” nel nuovo mercato mondiale dell’auto elettrica. Lo sostiene il rapporto “100 Italian e-mobility stories 2020” realizzato da fondazione Symbola ed Enel in collaborazione con Fca. L’Italia – specifica il report – “può avere un ruolo di primo piano avendo un ampio spettro di competenze e tecnologie lungo tutta la filiera: dalle case automobilistiche a chi realizza e-bike (nelle bici l’Italia nel 2019 ha confermato il primato di primo produttore ed esportatore europeo) e veicoli leggeri, passando per motorini e autobus elettrici”.

Nella componentistica – prosegue il documento –  c’è il cuore pulsante di questa filiera, in cui le nostre aziende creano, prototipano e realizzano motori, statori, freni, elettronica e componentistica, fino a scocche e pacchi batterie con la presenza di un Battery hub dedicato all’assemblaggio a Torino. Ma anche designer, chiamati in tutto il mondo a ripensare le nuove forme della mobilità elettrica”.

Nello studio l’e-mobility italiana viene raccontata da 100 storie di imprese, centri di ricerca e associazioni che, nel proprio segmento, stanno contribuendo allo sviluppo della mobilità elettrica: “Dal design alla produzione di veicoli, dalla componentistica alle batterie fino alle infrastrutture di ricarica: l’Italia occupa un ruolo di primo piano nella rivoluzione della mobilità sostenibile”.

Raccontiamo un’Italia – ha detto l’amministratore delegato dell’Enel, Francesco Staraceche gioca un ruolo di primo piano nel processo di transizione verso la mobilità sostenibile: 100 storie di idee, tecnologie e progetti portati avanti con passione e determinazione, che rappresentano un’importante opportunità economica e contribuiscono allo sviluppo del settore automobilistico e dell’intero paese”.

La crescente concentrazione della popolazione mondiale – ha aggiunto Starace – in grandissime aree metropolitane chiede a gran voce un ripensamento di tanti stili di vita. Questo passa necessariamente attraverso una mobilità sostenibile, pubblica e privata, che non sia dannosa per l’ambiente e che si annuncia prepotentemente e sempre più chiaramente elettrica