Emissioni di metano da fossili, gli effetti sono sottovalutati

Secondo uno studio dei ricercatori dell’Università di Rochester negli Stati Uniti, l’impatto sul clima delle compagnie del petrolio e del gas è stato finora sottovalutato. Lo studio è riportato dal sito specializzato nature.com. La sottostima del quantitativo di emissioni di metano da combustibili fossili sarebbe addirittura pari al 40%. Una percentuale elevata, considerato che nell’arco di un ventennio il metano sprigiona un effetto serra circa 80 volte più potente rispetto a quello del biossido di carbonio e che contribuisce almeno per il 25% al riscaldamento globale.

Per arrivare a queste conclusioni il team di ricercatori dell’Università di Rochester ha esaminato i livelli di metano nell’era preindustriale, riferiti dunque a circa 300 anni fa, analizzando un campione di aria rimasto “intrappolato” in una tonnellata di ghiaccio della Groenlandia. I risultati degli esami, pubblicati da nature.com, dicono che la quota di metano da combustibili fossili rilasciata in atmosfera sarebbe superiore del 25-40% rispetto a quella che è stata finora stimata.

Questo studio aumenta il sospetto che le società che investono sullo sfruttamento dei combustibili fossili non stanno facendo quanto sarebbe invece necessario per mitigare l’impatto delle loro attività sul clima.

L’adozione di normative più rigorose in materia di emissioni di metano nell’industria dei combustibili fossili avrà il potenziale di ridurre il futuro riscaldamento globale in misura maggiore di quanto si pensasse in precedenza”, ha affermato Benjamin Hmiel, coordinatore dello studio. “Il metano è importante da studiare perché se apportiamo delle modifiche alle nostre attuali emissioni di metano, ciò si rifletterà sul pianeta in tempi rapidi”.

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