Elettricità dal calore di scarto grazie a un brevetto dell’Istituto Italiano di Tecnologia

Trasformare in energia elettrica il calore di scarto, disperso dalle tubature di impianti industriali, elettrodomestici o automobili: è quanto permette di fare il dispositivo nato da una ricerca italiana e brevettato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIt). Il nuovo tipo di generatore si chiama Torodyna (TORoidal DYNAmo, nella foto) ed è descritto sulla rivista Applied Energy dal gruppo di Alessandro Chiolerio, del Centro per le future tecnologie sostenibili dell’IIt (Csft-IIt Torino), in collaborazione in collaborazione con il Politecnico di Torino con il quale IIT condivide il dottorando Erik Garofalo.

Secondo stime recenti, il 72% del consumo globale primario di energia viene disperso in forma di calore, attraverso gli attriti degli organi meccanici, il passaggio di correnti elettriche nei dispositivi elettronici. Finora recuperare questa energia sprecata è possibile solo utilizzando materiali pregiati, tossici e a volte fragili, come quelli termoelettrici.

É invece fatto di plastica biocompatabile il reattore brevettato in Italia che, come rileva l’Iit in una nota, ha dimostrato di riuscire a produrre energia a partire da variazioni di temperatura di poco più di un grado con un’efficienza del 38% e potrebbe rappresentare una nuova fonte sostenibile di energia.

Pesante circa due chilogrammi, il dispositivo potrebbe essere applicato su tubature di impianti industriali, elettrodomestici e automobili, recuperando in questo modo un’energia che altrimenti andrebbe sprecata. E’ costituto da un involucro a forma di ciambella che, per la presenza di magnetite, genera un campo magnetico. Quest’ultimo induce il movimento del fluido magnetico all’interno della ciambella, che si muove producendo corrente elettrica nelle bobine integrate. L’elettricità così prodotta può essere immagazzinata in un sistema di stoccaggio energetico per alimentare dispositivi elettronici, come computer, smartphone, sensori, sistemi di illuminazione.

Attualmente è allo studio una versione più semplice ed efficiente del dispositivo, per la quale è stato depositato un secondo brevetto, che potrà essere installata come pannello di separazione tra l’ambiente caldo e l’ambiente freddo, per ottenere nel 2021 un prototipo pre-industriale che possa essere sperimentato in un ambiente operativo.

Previous articleABB, nuovo centro globale di R&S per l’innovazione della mobilità elettrica
Next articleElettricità Futura e FIRE, accordo per la promozione dell’efficienza energetica