Clima, Kyoto Club: usiamo la carbon tax per aiutare le fasce meno abbienti

La sfida dei cambiamenti climatici sarà cruciale nei prossimi decenni: il vertiginoso aumento delle temperature a livello globale reso noto e dimostrato da prestigiosi centri di ricerca internazionali ed europei (NASA, NOAA, Copernicus) è la prova che occorre abbandonare subito l’uso delle energie fossili per procedere con la transizione verso un’economia rinnovabile e circolare.

Per approfondire il tema, lo scorso 13 febbraio Kyoto Club ha organizzato a Roma un convegno per riflettere su come accelerare il processo di decarbonizzazione dell’Italia e dell’Europa. L’evento è stato anche l’occasione per celebrare l’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto.

In 30 anni l’Europa, sulla spinta del Protocollo di Kyoto, ha ridotto di circa un quarto le proprie emissioni rispetto al 1990. Nei prossimi 10 anni il taglio dovrà raggiungere il 50-55% (o il 65% come chiedono gli ambientalisti) in coerenza con gli obbiettivi di Parigi. E’ evidente la necessità di una forte accelerazione, e la proposta del Green Deal indica la volontà di trovare nuovi strumenti, nuove risorse” – ha dichiarato il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini – “In questo senso, potrebbe essere discussa una proposta di tassazione del carbonio nei settori non ETS secondo la formula dei “carbon dividends” che prevede una redistribuzione delle entrate uguale per tutti i cittadini, consentendo così un guadagno netto per le fasce meno abbienti. Si potrebbe, volendo, ridurre la restituzione alla fascia più ricca della popolazione ed usare le entrate per accelerare il processo di decarbonizzazione”.

Recentemente, il Governo italiano, ha pubblicato la versione finale del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), che fissa gli obiettivi nazionali al 2030 sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2. Ma l’Unione e l’Italia stanno mettendo in campo politiche all’altezza delle sfide che dovremo affrontare nel futuro prossimo?

Secondo il Vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante “c’è ancora troppo scarto fra le dichia-razioni d’intenti e le concrete azioni politiche per affrontare la crisi climatica. Un giudizio che vale per il Green Deal europeo di cui vanno senz’altro apprezzate le novità e l’impostazione generale ma che resta davvero troppo nel vago quando affronta il nodo cruciale delle risorse. E che vale a maggior ragione per le scelte del Governo italiano il cui PNIEC è inadeguato sia in termini di tar-gets (su riduzione emissioni, incremento dell’efficienza, e percentuali da rinnovabili) che di stru-menti individuati per raggiungerli”.

 

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