Auto elettrica, 1 italiano su 2 interessato ma preoccupato per i costi

Dal 2035 l’Europa dirà addio alle auto endotermiche per far posto a quelle elettriche con la messa al bando dei motori diesel e benzina. L’obiettivo primario dichiarato dell’Unione Europea di ridurre le emissioni di CO2 almeno del 55% è bene delineato, e la strada dell’elettrico sembra essere già tracciata. Ma come è a riguardo lo stato dell’arte in Italia?

L’Osservatorio “Continental Mobilità e Sicurezza”, promosso dalla società di pneumatici, ha messo in evidenza la complessità e il ritardo dell’Italia rispetto alla mobilità green. Quali sono le sfide più grandi che i protagonisti dell’ecosistema elettrico devono affrontare? Le case automobilistiche come si stanno muovendo? Esiste un gap tra la domanda e l’offerta? Questi solo alcuni dei temi dell’indagine affidata da Continental a Euromedia Research. L’istituto di ricerca ha indagato il vissuto, le percezioni, le aspettative dei consumatori nei confronti delle BEV (Battery Electric Vehicle), mentre Kearney, società globale di consulenza, ha analizzato le caratteristiche del mercato italiano e le forze principali che concorreranno allo sviluppo dell’e-mobility nei prossimi anni, riportate all’interno del testo come “focus industry”.

La rilevazione di Euromedia Research è stata effettuata tra l’8 e il 15 Settembre 2021. La base campionaria, composta da 3.000 unità, è stata sviluppata sulla rappresentatività nazionale (all’interno di ogni area geografica sono state rispettate le relative proporzioni demografiche presentate dall’ISTAT) dei cittadini con un’età compresa tra i 18 e i 75 anni (43.678.496 Fonte ISTAT2020 – Errore statistico 1,8%).

Dall’Osservatorio di Continental emerge una società propensa e incuriosita dalla svolta elettrica, ma che non sembra ancora pronta ad affidarsi completamente a questa nuova frontiera. Su tutte, una statistica: un italiano su due vorrebbe comprare un’elettrica, ma numerosi fattori lo dissuadono dal farlo. In particolare, i costi di listino elevati, la rete di ricarica poco diffusa, l’ansia per la limitata autonomia. A rendere le cose più complicate in Italia, gli incentivi statali per elettriche e ibride plug-in che sono arrivati a singhiozzo. Fattore che ha disorientato molti.

I dati emersi  raccontano come i più favorevoli alla transizione siano i giovani, mentre le generazioni più adulte, che però hanno il maggiore potere d’acquisto, sono le più ostili al cambiamento.

L’auspicio è inoltre che quantità e capillarità delle stazioni di ricarica pubbliche aumentino grazie anche all’utilizzo dei fondi europei del Recovery Fund. In Italia, infatti, i punti di ricarica sul suolo pubblico sono 24.000. Il 64% dei quali è al Nord. Perdiamo il paragone col resto d’Europa: ogni 100.000 abitanti ci sono 22 colonnine, contro le 64 europee. Va anche detto che il numero di auto elettriche circolanti nel nostro Paese è così basso che il rischio di trovare un punto di ricarica occupato è inferiore: da noi ce n’è uno ogni 7,4 vetture, contro le 11 dell’Europa.

 

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