Anche l’Italia nell’Alleanza Ue per le batterie

L’Alleanza Europea per le batterie accelera. Obiettivo: ripartire in modo sostenibile dopo il coronavirus e creare 1 milioni di posti di lavoro per 200 miliardi di nuovi affari.

Il vicepresidente della Commissione Ue Maros Sefcovic e il vicepresidente della Banca europea per gli investimenti (Bei) Andrew McDowell – insieme a 12 Ceo di alcune aziende (tra cui Basf, Edf e Volkswagen) –  hanno fatto il punto sulla situazione e promesso nuove risorse economiche (1 miliardo dalla Bei).

Anche l’Italia è protagonista dell’alleanza con le seguenti società:  Enel, tramite Enel X; Faam; il consorzio Cobat; Lithops; Marposs; Fpt. Coinvolte anche Terna, Enea (capofila del progetto Battery2030+), Rse, Federchimica, l’Istituto italiano di tecnologia, il Politecnico di Milano e il centro ricerche Fiat.

In un mercato che tiene e su cui le più grandi case automobilistiche  stanno scommettendo, è necessario ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto. Su questo l’Europa è a lavoro dal 2017, da quanto è nata l’Alleanza Europea delle batterie: ad oggi il partenariato è arrivato a coinvolgere 400 realtà tra aziende, centri di ricerca, consorzi e associazioni.

La crisi sanitaria innescata dalla pandemia di coronavirus e il lockdown deciso di conseguenza da diversi governi ha fatto però crollare le vendite delle auto a combustione tradizionale. Tengono, invece, le immatricolazioni delle vetture elettriche ed ibride, il cui calo nel 2020, stima l’Alleanza Europea delle batterie, dovrebbe essere contenuto, ad una sola cifra.

Va anche tenuto conto che la Cina detiene gran parte del mercato di batterie: la produzione europea di batterie agli ioni di litio è pari a 49 Gwh (pari agli Usa), contro i 447 Gwh della Cina. Numeri che pesano se si pensa che il mercato dovrebbe raggiungere i 250 miliardi di euro all’anno entro il 2025.

Uno dei primi fronti su cui l’Alleanza si impegna è l’approvvigionamento del litio, indispensabile nella realizzazione degli accumulatori energetici. Secondo quanto spiega la stessa Alleanza, entro il 2025, l’Europa potrebbe soddisfare in house fino all’80% della domanda, a patto che si semplifichi la burocrazia, si investa sull’innovazione e sulla conversione delle materie prime.

E sul versante degli investimenti arriva in soccorso, come detto, la Bei, che prevede di aumentare il proprio sostegno ai progetti relativi alle batterie a oltre 1 miliardo di euro di finanziamenti nel 2020. In pratica, in un solo anno, la Bei mette sul piatto quanto offerto nell’ultimo decennio: dal 2010, i finanziamenti sulle batterie arrivati dalla Bei sono ammontati a 950 milioni di euro, per costi complessivi dei progetti pari a 4,7 miliardi di euro.

 

 

 

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