Anche Edison esce dagli idrocarburi (per 1 miliardo di dollari)

Edison ha siglato un contratto con Energean Oil and Gas per la cessione del 100% della divisione Exploration & Production (E&P). Lo si legge in una nota in cui viene indicato che il valore d’impresa in base a cui è stato determinato il prezzo dell’operazione è pari a 750 milioni di dollari, più altri 100 all’avvio della produzione del giacimento di gas italiano di Cassiopea, al largo di Agrigento.  Inoltre, Edison avrà diritto a royalties associate a ulteriori potenziali sviluppi in Egitto che porterebbero il valore aggregato vicino a 1 miliardo. L’operazione, in cui Edison è stata assistita da Rothschild e dallo studio Clifford Chance – include anche il trasferimento all’acquirente dei futuri obblighi di decomissioning.

A seguito dell’operazione di cessione, spiega la nota della società, è prevista una svalutazione nel bilancio di gruppo di Edison nell’ordine di 400/500 milioni di euro. Il cda “si è riservato di svolgere adeguati approfondimenti sulla struttura del capitale di Edison, al fine di valutarne la possibile eccedenza rispetto alle esigenze di garanzia che lo stesso è chiamato ad assolvere, considerando che l’operazione determinerà l’uscita da un ambito di attività fortemente capital intensive, caratterizzato da elevata volatilità e rischi maggiori rispetto alle altre attività strategiche di Edison. Ciò nella prospettiva di un’eventuale riduzione del capitale ordinario in misura tale da consentire il ripianamento sia delle perdite pregresse sia di quelle che risulteranno dal bilancio 2019”, sottolinea il documento.

Finalizzando il deal, il management di Edison ha liberato cassa e risorse per investire su altri settori, a partire dalle rinnovabili (di recente ha rilevato le attività italiane di EDF) dalla vendita retail di elettricità e gas e dall’efficienza energetica. Il gruppo guidato da Nicola Monti si è posto l’obiettivo al 2030 di centrare un target di generazione elettrica da fonti rinnovabili al 40%.