CATL e Solarpro accelerano sullo stoccaggio stazionario agli ioni di sodio in Europa. Il produttore cinese di batterie e il gruppo bulgaro attivo nelle energie rinnovabili hanno siglato un accordo per sviluppare 2 GWh di sistemi di accumulo energetico nei mercati dell’Europa centrale e orientale.
Tra i Paesi indicati come particolarmente interessanti figura la Lituania, anche se la collaborazione punta più in generale a individuare le applicazioni più adatte alla nuova tecnologia nell’intera regione.
Le due società prevedono inoltre di avviare un primo BESS agli ioni di sodio di grandi dimensioni già nel corso del 2026. Al momento non sono stati comunicati il luogo di realizzazione, la capacità dell’impianto e il calendario previsto per la sua entrata in funzione.
CATL fornirà le batterie, Solarpro svilupperà i progetti
L’accordo assegna ruoli ben definiti ai due partner. CATL fornirà i sistemi di accumulo agli ioni di sodio, mentre Solarpro si occuperà dello sviluppo e dell’integrazione dei progetti nei diversi mercati interessati.
L’obiettivo è utilizzare le batterie per lo stoccaggio dell’energia elettrica a supporto della rete, in particolare nei sistemi caratterizzati da una crescente presenza di fonti rinnovabili come fotovoltaico ed eolico.
Uno degli aspetti sui quali le due aziende stanno puntando maggiormente riguarda il comportamento delle batterie agli ioni di sodio alle basse temperature, caratteristica particolarmente interessante per diversi Paesi dell’Europa orientale.
La tecnologia potrebbe quindi trovare spazio in applicazioni nelle quali, oltre alla capacità di accumulo, assumono particolare importanza fattori come sicurezza, durata, disponibilità delle materie prime e condizioni climatiche.
Il sodio si prepara alla prova dei grandi BESS
La collaborazione rappresenterà anche un banco di prova importante per verificare su scala industriale le prestazioni delle batterie agli ioni di sodio nello stoccaggio stazionario.
CATL e Solarpro hanno già lavorato insieme nel settore dei BESS. Nel maggio scorso è stato collegato alla rete a Burgas, sulla costa bulgara del Mar Nero, un sistema di accumulo agli ioni di litio da 602 MWh. In quel progetto CATL ha fornito le batterie, mentre Solarpro si è occupata dell’integrazione dell’impianto.
Il nuovo accordo sposta ora l’attenzione su una chimica differente.
Le batterie agli ioni di sodio non sono necessariamente destinate a sostituire quelle al litio in ogni applicazione. Possono però rappresentare un’alternativa interessante per lo stoccaggio stazionario, dove la densità energetica ha generalmente un peso inferiore rispetto a quanto avviene, ad esempio, nel settore automobilistico.
Durata, sicurezza, prestazioni alle basse temperature e disponibilità dei materiali possono invece diventare elementi determinanti nella scelta della tecnologia.
L’Europa orientale accelera sull’accumulo
La scelta della regione non è casuale. Diversi mercati dell’Europa orientale stanno aumentando gli investimenti nei sistemi di accumulo, parallelamente alla crescita della capacità di generazione rinnovabile.
Un esempio arriva proprio dalla Bulgaria, dove è stato avviato il programma RESTORE, sostenuto dal Fondo europeo per la ripresa e la resilienza.
L’iniziativa punta alla realizzazione di sistemi di accumulo distribuiti sul territorio e vicini agli impianti di produzione da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di arrivare a circa 3 GWh di capacità di stoccaggio a servizio della rete.
In questo scenario, i 2 GWh annunciati da CATL e Solarpro potrebbero rappresentare un passaggio significativo anche per la diffusione commerciale delle batterie al sodio in Europa.
Se i primi progetti confermeranno sul campo le prestazioni attese, la tecnologia agli ioni di sodio potrebbe iniziare a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel mercato europeo dei BESS di grande scala.




