Tesla, primo trimestre ok malgrado emergenza coronavirus

Tesla ha registrato un’importante crescita delle sue attività commerciali nel primo trimestre nonostante l’impatto dell’emergenza sanitaria del coronavirus prima in Cina e poi negli Stati Uniti. Le consegne sono cresciute del 40,32%, arrivando a 88.400 unità, il miglior risultato mai registrato dalla società di Elon Musk nei primi tre mesi dell’anno.

I dati si sono rivelati di molto superiori alle attese del mercato, per quanto, nelle ultime settimane, le previsioni degli analisti siano state fortemente ridimensionate tenendo conto dell’evolversi della crisi scatenata dal Covid-19. In particolare, Wall Street si aspettava, fino a qualche settimana fa, 91.700 consegne, un dato alla fine ribassato a 79.900.

La revisione era stata determinata dagli sviluppi della situazione prima in Cina e poi negli Stati Uniti: la fabbrica di Shanghai è rimasta ferma per alcune settimane tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo ed è ripartita a ranghi ridotti, mentre a Fremont, in California, l’impianto è stato alla fine costretto a chiudere nell’ultima settimana di marzo per rispettare le disposizioni delle autorità locali. Nonostante ciò, la produzione complessiva non sembra averne risentito, almeno per ora.

Tesla ha fabbricato nel trimestre quasi 103 mila veicoli, molto di più dei 77.100 assemblati nel pari periodo dell’anno scorso, quando, però, le attività erano state pesantemente influenzate da “colli di bottiglia” e difficoltà logistiche tra la Cina e l’Europa.

Tra l’altro, i dati forniti confermano ancora una volta l’avvio della produzione della Model Y già a gennaio e delle consegne a marzo, in anticipo di almeno sei mesi rispetto ai programmi iniziali. La Casa non ha comunque fornito dettagli su quanti esemplari della Suv siano stati prodotti e consegnati, limitandosi ad accorpare i numeri con la Model 3. Sono 87.282 le berline e le Y assemblate nel periodo, 76.200 quelle consegnate.

Fonte: batteryindustry.tech

 

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