Silla Industries entra in ANIE

Tra le 1.400 aziende italiane più importanti del settore elettrotecnico ed elettronico, oggi c’è anche la startup Silla Industries che fa il suo ingresso in ANIE Federazione, una delle maggiori costole del sistema confindustriale italiano per peso, dimensioni e rappresentatività.

Nata nel gennaio 2021 e oggi forte di un team in crescita costante che ha superato i 30 dipendenti, Silla Industries – riporta un comunicato – “si è distinta per il suo know how e per la capacità produttiva di colonnine di ricarica per la mobilità elettrica innovative e completamente Made in Italy, conquistando il favore del grande pubblico con il suo Prism e insieme quello di grandi gruppi industriali, come Repower, per cui ha disegnato e prodotto l’ormai mitico Giotto.”

Il comparto di ANIE, che occupa 500mila addetti con un fatturato aggregato (a fine 2021) di 76 miliardi di euro, è espressione dell’eccellenza tecnologica del Made in Italy: le aziende aderenti ad ANIE investono in Ricerca e Sviluppo il 5% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia. Ma è il gruppo e-mobility a rappresentare il fulcro dell’impegno di Silla nella Federazione.

Abbiamo scelto di fare rete e lobbying perché è solo così che sarà possibile traghettarci con successo nelle due ambiziose deadline del 2035 e del piano Trasporti 2050” commenta Alberto Stecca, che guida con il ruolo di CEO Silla Industries, da lui fondata insieme a Cristiano Griletti. “Non bastano volontà e buone idee o buoni prodotti: serve affrontare tematiche strutturali insieme alle istituzioni, collaborando in modo dialogico per un sistema normativo adeguato che tenga conto delle istanze di noi produttori così come di quelle di ogni altro stakeholder, per arrivare davvero al più concreto e duraturo sviluppo della mobilità sostenibile. L’automotive è sempre stato uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese: non possiamo davvero mancare questo nuovo traguardo bruciando il vantaggio competitivo e la ricchezza straordinaria, anche di posti lavoro, che il comparto ha saputo generare in tanti anni”.

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