Analisi di BP: la domanda di petrolio verso inevitabile declino

La transizione energetica in direzione delle rinnovabili è in accelerazione e gli investitori si chiedono se la domanda globale di petrolio abbia raggiunto il suo massimo storico. Il tema è stao recentemente analizzato da Mark Lacey, Head of Commodities di Schroders.

L’esperto della società di global investment si sofferma in particolare sull’ultimo Energy Outlook del colosso BP, secondo cui l’energia rinnovabile ora sta crescendo più di qualunque altra fonte nella storia, mentre la domanda di petrolio potrebbe aver già toccato il picco. Il report BP offre tre scenari a 30 anni, che hanno in comune la stima di una riduzione della domanda di petrolio. Lo scenario ‘business as usual’, vede domanda in calo del 10% entro il 2050, quello ‘rapid change’ del 55% mentre lo scenario più aggressivo ‘net zero’ addirittura dell’80%. Il primo scenario vede la domanda stabilizzarsi all’inizio del decennio, mentre negli altri non si riprenderà mai completamente dal declino provocato dalla disruption da Covid-19.

Secondo Lacey, il picco della domanda di petrolio verrà raggiunto tra il 2025 e il 2030, con il punto di svolta che dipenderà dal modo in cui l’economia globale recupererà dopo la pandemia, dalla ripresa dei viaggi aerei e dalla rapidità di adozione dei veicoli elettrici, tutti fattori strettamente interconnessi.

Ma, sottolinea Lacey nel suo report, i cambiamenti strutturali degli investimenti delle principali compagnie petrolifere rappresentano un incoraggiante passo in avanti, anche se per rispettare gli obiettivi degli Accordi di Parigi, che puntano a limitare l’aumento delle temperature globali a non più di 2 gradi dai livelli preindustriali, serviranno comunque ulteriori sforzi. Oggi, conclude Lacey, la domanda di tecnologie per l’energia pulita si sta dimostrando solida, con i consumatori che cercano di ridurre le emissioni, mentre il rapido aumento delle vendite di veicoli elettrici sostiene il passaggio dal petrolio all’elettricità, in un trend che potrà solo accelerare via via che ci avviciniamo alle scadenze per l’eliminazione dei motori a combustione interna in alcuni Paesi.