Legambiente e Kyoto Club, stop a fonti fossili per il riscaldamento

Per centrare gli obiettivi Ue di riduzione delle emissioni al 2030 e al 2050 è necessario rimuovere al più presto i sussidi dannosi per l’ambiente, diretti ed indiretti, di cui beneficia il settore energetico”. Questa la richiesta di Legambiente e Kyoto Club, promotrici della campagna di sensibilizzazione “Per la decarbonizzazione degli impianti di riscaldamento negli edifici”. Campagna il cui scopo – riporta un comunicato  – è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, le aziende e i decisori pubblici, proponendo proposte emendative all’attuale legislazione italiana ed europea.

Le due associazioni ricordano anche che giovedì 24 febbraio, rispettivamente alle ore 10 e alle ore 15, saranno trasmessi online due webinar  organizzati nell’ambito della campagna (clicca qui per iscrizione e ulteriori dettagli).

Nonostante sia oramai chiaro che dobbiamo smetterla di scaldarci con le fonti fossili – denunciano le associazioni – il nostro Paese continua a incentivare l’acquisto e l’installazione di sistemi inquinanti e climalteranti, come le caldaie a gas”.

Tra i sussidi diretti in primis, ci sono gli ecobonus per la sostituzione degli impianti di riscaldamento, che prevedono detrazioni del 50% per gli interventi “normali” e arrivano al 110% per quelli che rientrano nel “superbonus”. Le tecnologie però – spiegano le associazioni ambientaliste – non sono tutte uguali, alcune producono emissioni di gas serra (come le caldaie a gas) altre sono pulite e rinnovabili.

Per quelle fossili – affermano – deve essere vietato l’accesso al superbonus, prevedendo la possibilità di accedere alla già generosa detrazione del 50% e per arrivare ad abolire i bonus per impianti a gas a partire dal 1° gennaio 2025“.

Sul banco degli imputati – proseguono – “ci sono anche le misure di sostegno indiretto ai sistemi inquinanti, come quelle volte a ridurre il prezzo per l’acquisto di gasolio e GPL nelle aree non metanizzate (zone montane, Sardegna e isole minori), che rallentano la diffusione delle rinnovabili termiche. E come l’aliquota IVA agevolata (pari al 10%) destinata ai consumi ad uso civile per il riscaldamento degli edifici, applicata limitatamente ai primi 480 metri cubi di gas consumato nell’anno”.

 

 

 

 

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