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Al via il progetto europeo per il recupero delle materie critiche dalle batterie al litio

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) parteciperà in rappresentanza del nostro paese al progetto europeo Acrobat: l’obiettivo è recuperare oltre il 90 per cento delle materie critiche contenute nelle batterie litio-ferro-fosfato attraverso un processo di estrazione innovativo, a basso costo e a ridotto impatto ambientale, da trasferire all’industria del continente.

Oltre all’Enea per l’Italia, prenderanno parte al progetto il Fraunhofer institute for laser technology e l’azienda specializzata nel riciclo di batterie Accurec Recycling GmbH per la Germania e, per il Belgio, l’azienda Vito e l’Università Cattolica di Lovanio. Il nuovo processo di riciclo permetterà di estrarre dalle batterie litio, fosforo e grafite. “Noi di Enea – spiega la ricercatrice Federica Forte, responsabile del progetto per l’Agenzia – ci occuperemo, in particolare, del processo di estrazione e di recupero dei materiali elettrolitici, come ad esempio i sali conduttori e i solventi organici”. Attraverso il progetto Acrobat si cercherà proprio di unire le competenze del mondo della ricerca e dell’industria per mettere a punto un processo economico e sostenibile per l’estrazione di materie critiche, da destinare poi a nuove produzioni.

Al momento le batterie litio-ferro-fosfato vengono utilizzate soprattutto nei sistemi di accumulo stazionario e nel campo della mobilità elettrica, mentre le applicazioni domestiche nell’elettronica di consumo sono ancora in fase di sperimentazione. Questa tipologia di accumulatori, continua Federica Forte, “contiene materie critiche che rendono il loro riciclo un imperativo strategico; tuttavia, in Europa non esiste ancora una realtà industriale”.

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