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A2A, nel 2022 la capacità rinnovabile installata è pari a 2,5GW (+12%)

In una nota, A2A Energia evidenzia la crescita del numero degli impianti per la produzione di energia rinnovabile con l’acquisizione di due portafogli eolici e fotovoltaici localizzati in Italia e Spagna (3New e 4 New) e di Volta Green Energy, piattaforma dedicata ad attivita’ di costruzione, sviluppo e gestione di impianti a fonte rinnovabile. A seguito di tali acquisizioni la capacita’ rinnovabile installata risulta pari a 2,5GW, +12% rispetto all’esercizio precedente.

Tra le filiere piu’ brillanti emerge certamente il mol della Business Unit Generazione & Trading che e’ risultato pari a 554 milioni di euro in incremento del 50,5% rispetto al 31 dicembre 2021 (+186 milioni di euro), nonostante il calo del 35% della produzione idroelettrica. In calo del 41% a 125 milioni la business unit mercato su cui hanno pesato il rialzo delle commodity e “la differente distribuzione temporale della marginalita’ dei contratti a prezzo fisso rispetto all’anno precedente“.

Per quanto riguarda infine il capitale circolante netto, “con riferimento alla solvibilita’ di alcune controparti l’aumento del prezzo delle commodities determina – come rilevato in gran parte dei mesi del 2022 – l’incremento delle esposizioni creditizie verso i clienti (anche in ipotesi di costanza di volumi): prudenzialmente e in coerenza con tale aumento, il fondo svalutazione crediti e’ stato adeguato a 152 milioni di euro (valore riferito alla Business Unit Mercato)“.

In particolare, al 31 dicembre 2022, ad esempio, per A2A Energia si evidenzia un aumento del credito societario del 66% rispetto allo stesso mese del 2021, fortemente condizionato dall’incremento dell’emesso (+51% verso dicembre 2021). Tale maggiore esposizione genera un maggior rischio per effetto sia del possibile default delle controparti maggiormente energivore sia di ritardi nei pagamenti. Si segnala comunque che ad alimentare il credito e’ soprattutto il credito a scadere (62%). L’incremento sul credito scaduto (38%) e’ imputabile anche all’aumento delle richieste di rateizzazioni, che per importo hanno raggiunto valori 5 volte superiori a quelli del 2021 e 9 volte superiori al periodo pre-pandemico. Al 31 dicembre 2022, il credito ancora aperto e oggetto di rateizzazione riguardava per l’84% contratti con forniture attive

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