Niente trattori o tosaerba per curare il verde attorno ai pannelli solari. Nel sito produttivo Volkswagen di Poznań, in Polonia, la manutenzione dell’impianto fotovoltaico è stata affidata a un gregge di pecore. Una scelta che riduce l’impiego di mezzi meccanici e, allo stesso tempo, trasforma il parco solare in un laboratorio dedicato allo studio dell’agrivoltaico.
L’impianto, sviluppato e gestito dalla società tedesca Quanta Energy, dispone di una potenza installata di 18,3 MW. Nei periodi di maggiore irraggiamento è in grado di coprire l’intero fabbisogno energetico dello stabilimento Volkswagen, dove vengono prodotti anche veicoli commerciali come l’e-Crafter. Considerando l’intero anno, il parco genera circa un quarto dell’energia elettrica necessaria alle attività produttive del sito.
La presenza delle pecore consente di mantenere sotto controllo la vegetazione che cresce tra i moduli fotovoltaici senza ricorrere a macchinari alimentati a carburante. In questo modo si riducono sia le emissioni legate alla manutenzione sia i costi operativi, mantenendo al tempo stesso l’area in condizioni ottimali per il funzionamento dell’impianto.
L’iniziativa, tuttavia, non si limita all’aspetto gestionale. Volkswagen ha infatti avviato una collaborazione con l’Università di Scienze della Vita di Poznań per analizzare gli effetti della convivenza tra allevamento e produzione di energia solare.
Ricerca sul campo per valutare i benefici dell’agrivoltaico
Gli studiosi stanno raccogliendo dati su diversi aspetti, tra cui il benessere degli animali, la fertilità del terreno, l’evoluzione della vegetazione, la biodiversità e le variazioni del microclima determinate dalla presenza dei pannelli.
Uno degli obiettivi principali è verificare se l’ombra creata dai moduli possa contribuire a limitare lo stress da calore durante i mesi estivi, migliorando le condizioni di vita del gregge. Parallelamente, la ricerca punta a individuare modelli efficaci per integrare attività agricole e produzione di energia rinnovabile nello stesso spazio.
Per il costruttore tedesco, il progetto rappresenta uno degli esempi più avanzati di agrivoltaico applicato a un contesto industriale europeo, grazie alla combinazione tra un impianto di grandi dimensioni e un programma di ricerca scientifica strutturato.
Le pecore, appartenenti a una razza originaria della Polonia, resteranno all’interno del parco fotovoltaico fino all’autunno sotto la supervisione di allevatori specializzati. Oltre a contenere naturalmente la crescita dell’erba, il loro pascolo favorisce la presenza di insetti impollinatori e di altre specie selvatiche, contribuendo ad aumentare la biodiversità dell’area.
Secondo l’allevatrice Justyna Nowak-Gajek, gli animali hanno mostrato un rapido adattamento al nuovo ambiente, organizzandosi spontaneamente in piccoli gruppi e pascolando senza segni di stress, un comportamento considerato indice di buone condizioni di benessere.
L’utilizzo di ovini per la manutenzione dei parchi fotovoltaici è già una pratica consolidata in diversi Paesi, tra cui Regno Unito e Stati Uniti. Il progetto sviluppato da Volkswagen, però, si distingue perché affianca all’attività di pascolo una raccolta sistematica di dati scientifici, con l’obiettivo di misurare gli effetti ambientali dell’agrivoltaico su scala industriale.
In un contesto in cui la disponibilità di terreni rappresenta uno dei principali ostacoli alla diffusione delle energie rinnovabili, esperienze di questo tipo dimostrano come produzione elettrica, allevamento e tutela degli ecosistemi possano convivere nello stesso spazio, valorizzando il suolo senza rinunciare alla sostenibilità.




