La Laguna Nord di Venezia entra in una nuova fase di governance ambientale condivisa. Domani, giovedì 2 luglio, a Punta Sabbioni nel comune di Cavallino-Treporti, viene rinnovato il Contratto di Area Umida che coinvolge 55 soggetti tra enti pubblici, università, associazioni e operatori economici impegnati nella tutela dell’ecosistema lagunare.
La firma, ospitata presso l’Ittiturismo Casa del Pesca, segna l’avvio operativo del Programma di Azioni 2026–2030 e la chiusura della fase partecipativa coordinata dall’Università Iuav di Venezia nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Croazia GREW – Governance of Wetlands in Italy-Croatia Cross Border Region.
Il Contratto di Area Umida per la Laguna Nord di Venezia si conferma uno strumento di governance volontaria e collaborativa, pensato per superare la frammentazione gestionale di un territorio fragile e strategico, sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico.
Il nuovo Programma di Azioni si articola in quattro macro-aree operative e 36 interventi concreti, che i firmatari si impegnano a realizzare nei prossimi cinque anni. L’obiettivo è rafforzare la capacità di adattamento del sistema lagunare, integrando tutela ambientale, attività produttive e coesione sociale.
Un processo partecipato tra ricerca e territorio
Il percorso di aggiornamento del Contratto, avviato nel settembre 2024, ha coinvolto incontri pubblici nei comuni di Musile di Piave, Venezia, Jesolo e Cavallino-Treporti, oltre a tavoli tecnici e assemblee pubbliche.
Un ruolo centrale è stato svolto dai laboratori tematici ospitati nella sede Iuav di Palazzo Badoer, dedicati a quattro ambiti strategici: gestione integrata di acqua e suolo agricolo, resilienza dei sistemi produttivi, educazione ecologica e diritti della laguna, e adattamento del territorio ai cambiamenti climatici.
Le attività previste nel nuovo programma includono interventi che intrecciano ambiente, economia e cittadinanza attiva. Tra le azioni principali figurano campagne di sensibilizzazione sulla manutenzione sostenibile del reticolo idraulico minore, lo sviluppo di una filiera legata alla vegetazione alofila lagunare, iniziative educative diffuse e la promozione di strumenti innovativi come un Policy Lab per il riconoscimento dei diritti della laguna.
Previsti anche il rafforzamento dell’Atlante del cibo della Laguna di Venezia e l’individuazione di aree strategiche per la creazione di “rifugi climatici” in ambito lagunare.
Una governance aperta e in espansione
Il Contratto non si chiude con la firma. Il modello resta aperto all’adesione di nuovi soggetti, con l’obiettivo di ampliare la rete di attori impegnati nella tutela della laguna e delle aree connesse, rafforzando una comunità di pratiche orientata alla gestione integrata degli ecosistemi costieri.
Tutti i documenti – Atto di impegno, Programma di azioni, Documento conoscitivo e Documento strategico – saranno resi pubblici e accessibili alla cittadinanza.
Secondo Maria Chiara Tosi, urbanista e docente dell’Università Iuav di Venezia, il valore del processo risiede nella capacità di costruire cooperazione in un contesto segnato da pressioni ambientali e conflitti d’uso: “Di fronte a problemi complessi come l’adattamento ai cambiamenti climatici e alla forte competizione tra usi del territorio, la condivisione di conoscenze ed esperienze rafforza le capacità collettive di intervento. Il percorso del Contratto ha consolidato una comunità responsabile, capace di promuovere pratiche attive di tutela e adattamento in un sistema fragile ma ricco di potenzialità come la Laguna Nord di Venezia”.



